domenica, marzo 27, 2011
della nostra corrispondente Federica Scorpo

Lentini (SR), 26 marzo - Si è svolta ieri a Lentini, in provincia di Siracusa, la Giornata della Memoria in ricordo di tutte le vittime delle mafie: gli studenti hanno camminato per le vie della città gridando i loro nomi tra bandiere e musica, e i loro striscioni erano forti dichiarazioni di libertà. “Voglio un mondo di luci e colori”, così i bambini di una delle scuole elementari hanno scritto. I giovani studenti lentinesi hanno dichiarato a gran voce il desiderio di riappropriarsi della loro città, vittima anch’essa del fenomeno mafioso.

L’evento, organizzato dell’Associazione Libera in collaborazione con le scuole della provincia di Siracusa e gli enti locali, è stato proprio un modo per celebrare le vittime innocenti della mafia e per dire No alla criminalità organizzata. Il Sindaco della città, ringraziando Libera e tutti coloro che hanno collaborato a questo evento, ha annunciato che alla locale cooperativa “Beppe Montana” sono stati affidati in comodato d’uso alcuni beni confiscati alla mafia.

Dopo il corteo, la lettura dei nomi delle vittime della mafia, le poesie e i pensieri dei ragazzi e i ringraziamenti del Sindaco, è intervenuto nella piazza centrale della città don Luigi Ciotti, Presidente Nazionale dell’Associazione Libera. Ai ragazzi presenti ha ricordato che quella realizzata non è stata solo una manifestazione o una celebrazione della memoria, ma che semplicemente “abbiamo fatto solo il nostro dovere” perché non si può sempre delegare, aspettare, ”non chiediamo agli altri di fare, facciamo noi la nostra parte: il cambiamento comincia da noi, non chiediamo solo allo Stato di fare la sua parte se noi non facciamo la nostra”.

Gandhi, profeta della non violenza, disse: “La regola d’oro è di agire senza paura in ciò che si ritiene giusto”, avere il coraggio di agire per primi. Così don Ciotti ha poi rilevato l’importanza della cultura, attraverso le parole di alcuni appunti di Beppe Montana, commissario di polizia morto per mano della mafia, che scrisse: ”I nostri successi sono il frutto non solo delle investigazioni ma anche del progresso culturale”. La memoria, secondo Don Ciotti, ha bisogno di un impegno collettivo quotidiano, rappresenta un momento di riflessione. La memoria, insieme alla conoscenza, racconta il bene e il male, il loro confine, il modo per distinguerli.

Questa manifestazione ha rappresentato un nuovo cammino insieme, giovani e adulti, un primo piccolissimo passo che, però, potrebbe diventare il motore di un grande e profondo cambiamento culturale e collettivo. Non solo in questa terra ma, ovunque, la mafia violi la libertà di vivere.

Sono presenti 0 commenti

Inserisci un commento

Gentile lettore, i commenti contententi un linguaggio scorretto e offensivo verranno rimossi.



___________________________________________________________________________________________
Testata giornalistica iscritta al n. 5/11 del Registro della Stampa del Tribunale di Pisa
Proprietario ed Editore: Fabio Gioffrè
Sede della Direzione: via Socci 15, Pisa