È la ‘comprensione reciproca’ il filo conduttore degli interventi di due esponenti islamici al Sinodo dei Vescovi per il Medio Oriente per descrivere i rapporti tra cristiani e musulmani.
Agenzia Misna - In particolare, l’ayatollah iraniano Seyed Mostafa Moharghegh Damad Ahmadabadi ha sottolineato che “la stabilità del mondo si può raggiungere solo se tutti possono vivere senza paura dell’altro. Ed è quindi essenziale che i fedeli di ogni religione possano esercitare i propri diritti senza vergogna”. Pur ammettendo che nel corso del tempo ci sono stati momenti “bui” nei rapporti tra i fedeli dei due credi, e tuttora sussistono punti di vista “reazionari”, Ahmadabadi ha ricordato che “ci sono paesi islamici in cui i cristiani vivono fianco a fianco con i musulmani”. Una posizione condivisa dall’alto esponente sunnita libanese, Mohammad Sadak, consigliere del Gran Muftì del Libano: “condividiamo la sofferenza dei cristiani – ha detto - soprattutto dopo l’11 Settembre che ha scatenato una fobia dell’Islam. Ma ora siamo chiamati a lavorare insieme nel rispetto dei diritti e dei doveri, nella lotta all’estremismo, nella promozione della cultura dell’amicizia e del perdono”. I due rappresentanti musulmani hanno fatto capire ai religiosi riuniti nell’Assemblea sinodale che l’esodo dei cristiani dal Medio Oriente preoccupa anche i musulmani moderati, che vedono dissolversi “un patrimonio fondante” delle stesse società arabe. “Sono preoccupato per il futuro dei musulmani d’Oriente a causa dell'emigrazione dei cristiani”, ha proseguito Sadak, per cui “conservare la presenza cristiana è un comune dovere islamico nonché cristiano”. L’esponente sunnita ha spiegato inoltre come i cristiani d'Oriente non siano una minoranza che si trova nella regione “per caso”. Essi - ha precisato – “sono all’origine dell’Oriente prima dell’Islam. Sono parte integrante della formazione culturale, letteraria e scientifica della civiltà islamica. Sono anche i pionieri della rinascita araba moderna e hanno salvaguardato la loro lingua, quella del Sacro Corano […] e come sono stati in prima linea nella liberazione e nella conquista della sovranità (araba), sono oggi in prima linea anche nell'affrontare e nel resistere all'occupazione, nel difendere il diritto nazionale violato, a Gerusalemme in particolare e nella Palestina occupata in generale”.
Agenzia Misna - In particolare, l’ayatollah iraniano Seyed Mostafa Moharghegh Damad Ahmadabadi ha sottolineato che “la stabilità del mondo si può raggiungere solo se tutti possono vivere senza paura dell’altro. Ed è quindi essenziale che i fedeli di ogni religione possano esercitare i propri diritti senza vergogna”. Pur ammettendo che nel corso del tempo ci sono stati momenti “bui” nei rapporti tra i fedeli dei due credi, e tuttora sussistono punti di vista “reazionari”, Ahmadabadi ha ricordato che “ci sono paesi islamici in cui i cristiani vivono fianco a fianco con i musulmani”. Una posizione condivisa dall’alto esponente sunnita libanese, Mohammad Sadak, consigliere del Gran Muftì del Libano: “condividiamo la sofferenza dei cristiani – ha detto - soprattutto dopo l’11 Settembre che ha scatenato una fobia dell’Islam. Ma ora siamo chiamati a lavorare insieme nel rispetto dei diritti e dei doveri, nella lotta all’estremismo, nella promozione della cultura dell’amicizia e del perdono”. I due rappresentanti musulmani hanno fatto capire ai religiosi riuniti nell’Assemblea sinodale che l’esodo dei cristiani dal Medio Oriente preoccupa anche i musulmani moderati, che vedono dissolversi “un patrimonio fondante” delle stesse società arabe. “Sono preoccupato per il futuro dei musulmani d’Oriente a causa dell'emigrazione dei cristiani”, ha proseguito Sadak, per cui “conservare la presenza cristiana è un comune dovere islamico nonché cristiano”. L’esponente sunnita ha spiegato inoltre come i cristiani d'Oriente non siano una minoranza che si trova nella regione “per caso”. Essi - ha precisato – “sono all’origine dell’Oriente prima dell’Islam. Sono parte integrante della formazione culturale, letteraria e scientifica della civiltà islamica. Sono anche i pionieri della rinascita araba moderna e hanno salvaguardato la loro lingua, quella del Sacro Corano […] e come sono stati in prima linea nella liberazione e nella conquista della sovranità (araba), sono oggi in prima linea anche nell'affrontare e nel resistere all'occupazione, nel difendere il diritto nazionale violato, a Gerusalemme in particolare e nella Palestina occupata in generale”.| Tweet |
Nicolò Renna, chitarrista palermitano, sbanca il web con il suo singolo Breathing. Lo abbiamo incontrato a Palermo. L'intervista di Paolo A.Magrì
Domenico Fioravanti, la Leggenda di Sydney 2000. Una vita da rincorrere a bracciate.Il ranista, prima medaglia d’oro azzurra alle Olimpiadi di Sydney 2000, intervistato da Emanuela Biancardi.
"L'intelligenza umana è la nostra principale risorsa". Parla Ermete Realacci, tra attivismo e sfide economiche
mons. Luigi Negri, Arcivescovo di Ferrara, intervistato per LPL News 24 da Patrizio Ricci su politica europea ed immigrazione.
Max Cavallari della coppia 'I Fichi d'India', intervistato per LPL News 24 da Emanuela Biancardi.
Laura Efrikian, Attrice, scrittrice, promotrice di 'Laura For Afrika', intervistata per LPL News 24 da Emanuela Biancardi.
Patty Pravo festeggia cinquant’anni di successi intramotabili nel mondo della musica, tirando fuori ancora una volta pezzi da ‘90. Intervista di S. Santullo
Sergio Caputo celebra i trent’anni di “ Un Sabato Italiano”, con un nuovo omonimo album. Intervista a Sergio Caputo, di Simona Santullo
Sono presenti 0 commenti
Inserisci un commento
Gentile lettore, i commenti contententi un linguaggio scorretto e offensivo verranno rimossi.