L’evacuazione dei villaggi dell’arcipelago delle Mentawai è più lenta del previsto, nonostante dall’estero stiano mandando aiuti per supportare il Paese. Intanto, il bilancio dei morti e dei dispersi continua a salire.
di Mathias Hariyadi
Jakarta (AsiaNews) – Gli sforzi per evacuare i villaggi di Pagai Selatan e Pagai Utara, i più devastati dallo tsunami, sono resi difficili dalla mancanza di mezzi di trasporto per raggiungere le zone colpite, oltre che di personale e volontari disponibili. Le operazioni di soccorso sono complicate anche per la posizione dell’arcipelago delle Mentawai (West Sumatra), di difficile accesso e a 13 ore di traghetto da Padang, capitale del distretto.
Ieri notte il bilancio delle vittime ha raggiunto il tragico numero di 311 persone, con più di 426 dispersi. Antarizon, una squadra di soccorso proveniente dalla provincia di West Sumatra, ha detto: “Più personale e forniture mediche devono essere spediti in maniera urgente nei punti più devastati”. La maggior parte degli aiuti messi a disposizione non sono ancora stati spediti a Mentawai, a causa di forti venti che impediscono alle navi di partire e condizioni climatiche ancora difficili.
Una piccola squadra di soccorritori ha cercato di raggiungere le isole con piccole imbarcazioni, ma una volta nell’entroterra non c’è stato modo di raggiungere le zone più devastate.
Per far fronte all’emergenza che ha colpito il Paese, il presidente Susilo Bambang Yudhoyono ha interrotto la visita di Stato in Vietnam, dove si trovava per partecipare al vertice dell’Asean (ad Hanoi), ed è rientrato in patria. Ha dato ordine all’esercito di organizzare una squadra di soccorso e trasporto aereo per consegnare approvvigionamento alimentare.
Tutte le massime cariche dei Paesi esteri, incluso Benedetto XVI, hanno espresso le loro condoglianze e hanno offerto il loro sostegno all’Indonesia, ma Jakarta non sembra essere “pronta” a gestire la situazione.
La situazione in Indonesia rimane critica. Il bilancio delle vittime provocate dallo tsunami che ha colpito le Mentawai il 25 ottobre scorso – provocato da un sisma di magnitudo 7.5 – è destinato a salire. Resta alto anche l’allarme per l’attività del vulcano Merapi, in eruzione dal 26 ottobre, che ha già causato la morte di 30 persone. Surono, responsabile del centro di vulcanologia, ha detto: “Questa è solo una pausa dopo l’eruzione di martedì notte. Non possiamo prevedere cosa accadrà nelle prossime ore – e ha aggiunto – la scala di potenza dell’eruzione potrebbe essere molto più massiccia rispetto a quella del 2006”.
di Mathias HariyadiJakarta (AsiaNews) – Gli sforzi per evacuare i villaggi di Pagai Selatan e Pagai Utara, i più devastati dallo tsunami, sono resi difficili dalla mancanza di mezzi di trasporto per raggiungere le zone colpite, oltre che di personale e volontari disponibili. Le operazioni di soccorso sono complicate anche per la posizione dell’arcipelago delle Mentawai (West Sumatra), di difficile accesso e a 13 ore di traghetto da Padang, capitale del distretto.
Ieri notte il bilancio delle vittime ha raggiunto il tragico numero di 311 persone, con più di 426 dispersi. Antarizon, una squadra di soccorso proveniente dalla provincia di West Sumatra, ha detto: “Più personale e forniture mediche devono essere spediti in maniera urgente nei punti più devastati”. La maggior parte degli aiuti messi a disposizione non sono ancora stati spediti a Mentawai, a causa di forti venti che impediscono alle navi di partire e condizioni climatiche ancora difficili.
Una piccola squadra di soccorritori ha cercato di raggiungere le isole con piccole imbarcazioni, ma una volta nell’entroterra non c’è stato modo di raggiungere le zone più devastate.
Per far fronte all’emergenza che ha colpito il Paese, il presidente Susilo Bambang Yudhoyono ha interrotto la visita di Stato in Vietnam, dove si trovava per partecipare al vertice dell’Asean (ad Hanoi), ed è rientrato in patria. Ha dato ordine all’esercito di organizzare una squadra di soccorso e trasporto aereo per consegnare approvvigionamento alimentare.
Tutte le massime cariche dei Paesi esteri, incluso Benedetto XVI, hanno espresso le loro condoglianze e hanno offerto il loro sostegno all’Indonesia, ma Jakarta non sembra essere “pronta” a gestire la situazione.
La situazione in Indonesia rimane critica. Il bilancio delle vittime provocate dallo tsunami che ha colpito le Mentawai il 25 ottobre scorso – provocato da un sisma di magnitudo 7.5 – è destinato a salire. Resta alto anche l’allarme per l’attività del vulcano Merapi, in eruzione dal 26 ottobre, che ha già causato la morte di 30 persone. Surono, responsabile del centro di vulcanologia, ha detto: “Questa è solo una pausa dopo l’eruzione di martedì notte. Non possiamo prevedere cosa accadrà nelle prossime ore – e ha aggiunto – la scala di potenza dell’eruzione potrebbe essere molto più massiccia rispetto a quella del 2006”.
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