venerdì, settembre 03, 2010
È passato un mese dall’inizio dell’emergenza per le alluvioni in Pakistan, ma la situazione resta gravissima, centinai di morti e dispersi, migliaia i senza tetto.

R
adio Vaticana - Ieri la Fao, l’organizzazione dell’Onu per l’alimentazione e l’agricoltura, ha lanciato l’allarme sul rischio che i contadini perdano l’intero raccolto annuale se entro brevissimo tempo non riusciranno a reperire nuove sementi con le quali sostituire il milione e mezzo di tonnellate che sono andate perdute a causa delle piogge monsoniche. La semina del grano, infatti, in Pakistan si svolge normalmente nei mesi tra settembre e novembre, ma la situazione è drammatica e c’è la concreta possibilità di dover rinunciare alla semina per l’intero anno. Ed è emergenza anche per i bambini: l’associazione umanitaria Save the Children è impegnata nel Paese in una vera e propria corsa contro il tempo con 600 tra medici e operatori, per salvare il numero maggiore possibile di vite umane: allo stato attuale dei fatti circa 2.4 milioni di bambini non sono ancora stati raggiunti dagli aiuti e diarrea, infezioni respiratorie e malattie della pelle come la scabbia, sono ormai all’ordine del giorno. “I campi sono affollati all’inverosimile e circondati da acqua putrida”, dichiara il direttore dell’emergenza in loco, Gareth Owen, che segnala la presenza di oltre 100mila donne in avanzato stato di gravidanza, che entro un mese partoriranno in condizioni igieniche potenzialmente letali per sé e per i nascituri. Continua, comunque, la raccolta di fondi all’estero: la diocesi di Bolzano-Bressanone, in collaborazione con Caritas Pakistan e con la rete internazionale, ha raggiunto la cifra record di 620mila euro, donata da tremila sostenitori, che sarà presto inviata nel Paese asiatico.


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