mercoledì, agosto 19, 2009
A pochi giorni dall’inizio del Ramadan, mese sacro del digiuno per u musulmani, la situazione dei palestinesi nella Striscia di Gaza - costretti da circa tre anni all’embargo imposto da Israele - è “assolutamente intollerabile”

Agenzia Misna - Ad aggiungersi al coro di chi denuncia le condizioni di vita drammatiche degli abitanti della Striscia è l’agenzia Onu per i rifugiati palestinesi (Unrwa) secondo cui “ai palestinesi viene di fatto impedito di celebrare con un minimo di dignità il Ramadan”, mentre anche le prospettive per il futuro non lasciano spazio all’ottimismo. In un incontro con la stampa, la portavoce dell’Unrwa Elena Mancusi-Materi ha precisato che allo stato attuale “la ricostruzione degli immobili distrutti durante l’offensiva israeliana ‘Piombo fuso’ può definirsi un vero e proprio miraggio poiché dei milioni di dollari promessi all’indomani della guerra a Gaza non è arrivato ancora un centesimo”. Il blocco totale imposto da Israele sull’ingresso di materiali edili, “non solo impedisce la ricostruzione - ha aggiunto la portavoce - ma rende impossibile anche la riparazione di case, scuole e strade dissestate dai bombardamenti”. L’offensiva avviata dalle forze armate israeliane nel Dicembre scorso - e conclusa dopo 22 giorni con la morte di circa di 1400 palestinesi per lo più civili, unitamente a tre anni di embargo - “ha privato la popolazione civile degli standard minimi per condurre una vita degna” ha aggiunto. Alle recenti vittime dei bombardamenti, secondo il ministero della Sanità di Gaza, vanno aggiunte altre 344 morti causate finora dai tre anni di blocco; l’ultima vittima, Umar al Shaer di 44 anni, è di ieri: aspettava il permesso di poter curare all’estero una grave insufficienza renale. Dopo tre anni di embargo, precisano i responsabili sanitari palestinesi, gli ospedali mancano ancora delle forniture necessarie e non sono più attrezzati per curare i malati.


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