Nella capitale olandese è partito il progetto per trasformare la città in una "smart city": mobilità sostenibile, fonti rinnovabili, efficienza e rete elettrica intelligente. Investimenti per oltre un miliardo di euro in 3 anni. Obiettivo è ridurre le emissioni del 40% entro il 2025.
Qualenergia.it - La prima di 700 case ha già installato uno smart meter, dispositivo per monitorare e ridurre i consumi elettrici; ad altri sono stati concessi finanziamenti agevolati per pagare tutto quel che possa far risparmiare energia: dalle lampadine a fluorescenza agli interventi di coibentazione. Le prime prese per ricaricare veicoli elettrici sono già state installate e, in Utrechtsestraat, sono già stati montati pannelli solari sulle pensiline delle fermate del bus. Sono solo i primi passi visibili dello sforzo che Amsterdam sta facendo per trasformarsi in una “smart city”, riducendo le emissioni del 40% (rispetto ai livelli del 1990) al 2025 e dando in contemporanea una spinta all’economia.
Nel piano della capitale olandese appena partito, che mobiliterà per i prossimi 3 anni finanziamenti pubblici e privati per 1,1 miliardi di euro, efficienza energetica, rinnovabili, ricariche per mezzi elettrici e smart grid. Un progetto articolato in interventi sia simbolici che sostanziali. Utrechtsestraat, centrale strada dello shopping, ad esempio, sarà la vetrina del cambiamento e per il progetto diverrà “Climate Street”. Non solo fermate del bus realizzate con materiale riciclato e illuminazione pubblica a led alimentata da pannelli solari, in Utrechtsestraat anche i bidoni-compattatori per la spazzatura, che pressando l’immondizia potranno essere svuotati meno frequentemente, funzioneranno a energia solare. La raccolta dei rifiuti poi verrà fatta con mezzi elettrici, una colonnina per l’acqua eviterà ai mezzi per la pulizia strade di percorrere chilometri inutili per ricaricarsi, mentre le consegne in molti negozi saranno fatte tramite un servizio unico di logistica che opererà con furgoni elettrici.
Altro intervento della prima fase del piano (che si concluderà nel 2012) sono 300 nuove colonnine di ricarica per veicoli elettrici e altri prese alle quali possano ricaricarsi le imbarcazioni che solcano i canali della Venezia del Nord. Ma è quello sulla rete elettrica l’intervento più significativo: per ora 700 case saranno dotate di smart meter, dispositivi elettronici che permettono a utenti e fornitori di monitorare in tempo reale i consumi elettrici, riducendoli, mentre entro il 2011 tutta la città dovrebbe essere collegata da una smart grid, cioè una rete elettrica che permetterà, anche attraverso i sistemi di monitoraggio, di gestire l’energia nel modo più efficiente: Alliander, il gestore della rete, investirà 100 milioni di euro all’anno per questo.
E la rete intelligente servirà, oltre che per ottimizzare i consumi, anche per accogliere sempre più energia pulita prodotta da piccoli impianti sparsi per la città: si installeranno pannelli solari sui tipici palazzo del diciasettesimo secolo e tra microeolico, biomassa e fotovoltaico la stima (riportata da Business Week che dedica un servizio al progetto) è di poter arrivare ad una potenza di 200 MW da rinnovabili. Altro tassello fondamentale l’efficienza: in questo senso l’iniziativa, per ora limitata a 728 case, prevede l’accesso facilitato a finanziamenti per soluzioni che riducano i consumi, dagli elettrodomestici efficienti a interventi di edilizia per migliorare l’isolamento. A questo si vanno ad aggiungere 200 milioni di euro di investimenti in efficienza da parte delle cooperative edili locali e altri 300 da parte di Philips e dell’utility locale Nuon.
Amsterdam, che per realizzare il progetto si è appoggiata alla società di consulenza Accenture, oltre che creare una società ad hoc, Amsterdamse Innovatie Motor, punta ad essere la prima grande città a riqualificarsi energeticamente, divenendo una “smart city”. Un esempio che si spera abbia presto altri imitatori, dato che - come ricordano gli ultimi dati forniti dalla Banca Mondiale - entro il 2050 il 70% della popolazione vivrà nei grossi centri urbani, già responsabili di gran parte delle emissioni e, dunque, il modo in cui le città affronteranno la sfida della lotta al global warming sarà fondamentale per il futuro del pianeta.
Qualenergia.it - La prima di 700 case ha già installato uno smart meter, dispositivo per monitorare e ridurre i consumi elettrici; ad altri sono stati concessi finanziamenti agevolati per pagare tutto quel che possa far risparmiare energia: dalle lampadine a fluorescenza agli interventi di coibentazione. Le prime prese per ricaricare veicoli elettrici sono già state installate e, in Utrechtsestraat, sono già stati montati pannelli solari sulle pensiline delle fermate del bus. Sono solo i primi passi visibili dello sforzo che Amsterdam sta facendo per trasformarsi in una “smart city”, riducendo le emissioni del 40% (rispetto ai livelli del 1990) al 2025 e dando in contemporanea una spinta all’economia.Nel piano della capitale olandese appena partito, che mobiliterà per i prossimi 3 anni finanziamenti pubblici e privati per 1,1 miliardi di euro, efficienza energetica, rinnovabili, ricariche per mezzi elettrici e smart grid. Un progetto articolato in interventi sia simbolici che sostanziali. Utrechtsestraat, centrale strada dello shopping, ad esempio, sarà la vetrina del cambiamento e per il progetto diverrà “Climate Street”. Non solo fermate del bus realizzate con materiale riciclato e illuminazione pubblica a led alimentata da pannelli solari, in Utrechtsestraat anche i bidoni-compattatori per la spazzatura, che pressando l’immondizia potranno essere svuotati meno frequentemente, funzioneranno a energia solare. La raccolta dei rifiuti poi verrà fatta con mezzi elettrici, una colonnina per l’acqua eviterà ai mezzi per la pulizia strade di percorrere chilometri inutili per ricaricarsi, mentre le consegne in molti negozi saranno fatte tramite un servizio unico di logistica che opererà con furgoni elettrici.
Altro intervento della prima fase del piano (che si concluderà nel 2012) sono 300 nuove colonnine di ricarica per veicoli elettrici e altri prese alle quali possano ricaricarsi le imbarcazioni che solcano i canali della Venezia del Nord. Ma è quello sulla rete elettrica l’intervento più significativo: per ora 700 case saranno dotate di smart meter, dispositivi elettronici che permettono a utenti e fornitori di monitorare in tempo reale i consumi elettrici, riducendoli, mentre entro il 2011 tutta la città dovrebbe essere collegata da una smart grid, cioè una rete elettrica che permetterà, anche attraverso i sistemi di monitoraggio, di gestire l’energia nel modo più efficiente: Alliander, il gestore della rete, investirà 100 milioni di euro all’anno per questo.
E la rete intelligente servirà, oltre che per ottimizzare i consumi, anche per accogliere sempre più energia pulita prodotta da piccoli impianti sparsi per la città: si installeranno pannelli solari sui tipici palazzo del diciasettesimo secolo e tra microeolico, biomassa e fotovoltaico la stima (riportata da Business Week che dedica un servizio al progetto) è di poter arrivare ad una potenza di 200 MW da rinnovabili. Altro tassello fondamentale l’efficienza: in questo senso l’iniziativa, per ora limitata a 728 case, prevede l’accesso facilitato a finanziamenti per soluzioni che riducano i consumi, dagli elettrodomestici efficienti a interventi di edilizia per migliorare l’isolamento. A questo si vanno ad aggiungere 200 milioni di euro di investimenti in efficienza da parte delle cooperative edili locali e altri 300 da parte di Philips e dell’utility locale Nuon.
Amsterdam, che per realizzare il progetto si è appoggiata alla società di consulenza Accenture, oltre che creare una società ad hoc, Amsterdamse Innovatie Motor, punta ad essere la prima grande città a riqualificarsi energeticamente, divenendo una “smart city”. Un esempio che si spera abbia presto altri imitatori, dato che - come ricordano gli ultimi dati forniti dalla Banca Mondiale - entro il 2050 il 70% della popolazione vivrà nei grossi centri urbani, già responsabili di gran parte delle emissioni e, dunque, il modo in cui le città affronteranno la sfida della lotta al global warming sarà fondamentale per il futuro del pianeta.
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