venerdì, aprile 17, 2009
Agenzia Misna - Ha trovato ampio risalto sull’intera stampa araba la decisione del presidente americano Barak Obama di pubblicare parzialmente quattro memorandum dell’amministrazione di George W. Bush sui metodi di interrogatorio ammessi dopo l’11 settembre 2001. Dal Libano all’Arabia Saudita, passando per la Siria e l’Egitto, i principali quotidiani e telegiornali della regione riportano la decisione di Obama di “svelare i panni sporchi di famiglia”, ma promettendo di “fare scudo ai responsabili delle torture” come ha sottolineato l’emittente ‘Radio Sawa’, mentre la televisione di stato egiziana evidenzia “la confessione di Obama”. In molti tuttavia, come il quotidiano libanese ‘L’Orient le Jour’, sottolineano il “decisivo cambiamento” avvenuto in seno al sistema americano che “ammette finalmente le proprie responsabilità”. I documenti - secondo cui gli agenti della Cia impegnati nella ‘lotta al terrorismo’ sono stati autorizzati a utilizzare forme di tortura come la privazione del sonno o il waterboarding - non saranno utilizzati tuttavia per dar luogo ad alcuna azione legale nei loro confronti poiché “hanno agito in buona fede basandosi sulle opinioni del Dipartimento della Giustizia”. Per la prima volta, i memorandum rivelano, nero su bianco, le responsabilità dell’amministrazione Bush sulle accuse, rivolte numerose in passato dalle organizzazioni per i diritti umani, sugli abusi ai danni dei prigionieri in alcune “prigioni speciali” della Cia. Nel pubblicare i documenti - quattro dal 2002 al 2005 – che descrivono una serie di tecniche di interrogatorio aggressive e tuttavia all'epoca autorizzate dalla Casa Bianca, il presidente ha detto di voler chiudere un capitolo doloroso e buio della storia degli Stati Uniti”, precisando che tali atti “hanno minato la nostra autorità morale e non hanno reso l’America più sicura”.


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