Il Thingyan celebra il nuovo anno birmano ed è caratterizzato da giochi ed eventi legati all’acqua. I funzionari della giunta militare hanno sancito il versamento di una “tassa fissa” raccogliendo i soldi casa per casa. La dittatura professa un buddismo di facciata e discrimina le minoranze religiose.
Yangon (AsiaNews) – La giunta militare ha costretto i cristiani di etnia kachin – nell’omonimo Stato, nel nord del Myanmar – a versare contributi per la festa buddista di Thingyan, che caratterizza l’inizio del nuovo anno birmano e si celebra nel segno dell’acqua; quest’anno la festa è iniziata il 12 aprile e si è conclusa ieri. Fonti cristiane – citate da Kachin News Group – riferiscono che le “donazioni” nel distretto di Bhamo sono state raccolta in maniera forzosa da funzionari degli uffici amministrativi locali della giunta. Grazie ai soldi raccolti, le autorità avrebbero finanziato la costruzione di palchi dai quali la gente si rovesciava addosso ondate di acqua, secondo i tradizionali riti della festa.
La comunità cristiana parla di una “tassa fissa” da versare al fondo predisposto per le festività dalle amministrazioni locali. Ogni quartiere a Bhamo ha dovuto allestire un palco, in base alle direttive fornite dall’ufficio locale del Consiglio per la pace e lo sviluppo, il partito che rappresenta la giunta militare al potere nella ex-Birmania.
Un cristiano Kachin del quartiere di Min Hla, dove vivono 50 famiglie fra protestanti e cattoliche, dice di aver versato 1000 kyat (circa 112 euro) al fondo per il Thingyan e, la scorsa settimana, altri 500 come tassa municipale “su richiesta delle autorità”. Una donna di Jinghpaw Lawk dice di aver versato 500 kyat l’11 aprile scorso.
La quota costituisce una cifra enorme per una popolazione che lotta ancora oggi per la sopravvivenza; gran parte della popolazione vive infatti al di sotto della soglia della povertà, soprattutto nelle zone colpite dal ciclone Nargis nel maggio 2008. Entrambe le fonti confermano il versamento obbligatorio di una quota fissa per la festa; in caso di mancato pagamento, la quota sarà riscossa dai funzionari nei giorni successivi. Fonti locali aggiungono che le autorità “sono entrate in tutte le case delle famiglie cristiane”, risparmiando solo le parrocchie e le abitazioni dei pastori.
In Myanmar i leader della giunta militare al potere si definiscono devoti buddisti, in molti casi più per tradizione o superstizione, che per vera convinzione; i fedeli delle altre religioni, fra cui quella cristiana, sono spesso vittima di discriminazioni e soprusi, soprattutto per la loro appartenenza a minoranze etniche come i kachin o i karen.
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Un cristiano Kachin del quartiere di Min Hla, dove vivono 50 famiglie fra protestanti e cattoliche, dice di aver versato 1000 kyat (circa 112 euro) al fondo per il Thingyan e, la scorsa settimana, altri 500 come tassa municipale “su richiesta delle autorità”. Una donna di Jinghpaw Lawk dice di aver versato 500 kyat l’11 aprile scorso.
La quota costituisce una cifra enorme per una popolazione che lotta ancora oggi per la sopravvivenza; gran parte della popolazione vive infatti al di sotto della soglia della povertà, soprattutto nelle zone colpite dal ciclone Nargis nel maggio 2008. Entrambe le fonti confermano il versamento obbligatorio di una quota fissa per la festa; in caso di mancato pagamento, la quota sarà riscossa dai funzionari nei giorni successivi. Fonti locali aggiungono che le autorità “sono entrate in tutte le case delle famiglie cristiane”, risparmiando solo le parrocchie e le abitazioni dei pastori.
In Myanmar i leader della giunta militare al potere si definiscono devoti buddisti, in molti casi più per tradizione o superstizione, che per vera convinzione; i fedeli delle altre religioni, fra cui quella cristiana, sono spesso vittima di discriminazioni e soprusi, soprattutto per la loro appartenenza a minoranze etniche come i kachin o i karen.
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