S.O.S. Villaggi dei Bambini - adozioni a distanza
Questa storia riguarda Leena, una bambina di 13 anni ed i suoi due fratellini, accolti presso il Villaggio dei Bambini SOS di Qodsaya in Siria. Dopo qualche insicurezza iniziale, i bambini furono sostenuti dalla loro famiglia SOS che li aiutò a sentirsi a loro agio, sviluppando un forte legame e liberandone le rispettive abilità.
Leena, 13 anni, arrivò al Villaggio dei Bambini SOS di Qodsaya in Siria nel 2001, con i suoi due fratellini. I tre bambini furono abbandonati dal padre: un uomo ricco che lasciò la Siria per emigrare negli Stati Uniti senza fare più ritornò. La spesa per il sostentamento dei 3 figli era troppo pesante da sostenere per la povera madre, che decise di rinunciare ai bambini quando capì che il marito non sarebbe tornato.
Leena ed i fratellini erano molto affezionati ai propri genitori ed erano spaventati all’idea di abbandonare la loro casa di origine: a lungo opposero resistenza all’accoglienza nel villaggio SOS.
“I bambini rimasero segnati dal cambiamento a cui dovettero sottostare nei primi giorni lontani da casa, ma presto compresero la realtà della situazione”. La loro nuova mamma SOS ed il direttore del villaggio passarono molto tempo a confortare Leena ed i fratellini, che non riuscivano a sentirsi a proprio agio in quella nuova situazione familiare. “Durante i primi mesi neppure mi chiamavano mamma…quando mio figlio neonato piangeva, mi dicevano: ‘tuo figlio sta piangendo’ e non si riferivano a lui come al loro fratello”, così racconta la mamma SOS che accolse i tre bambini.
Uno stile di vita ordinato
Col passare del tempo, i tre bambini cominciarono ad affezionarsi alla loro nuova famiglia ed avvicinarsi ai rapporti nella loro casa al villaggio SOS. Per loro è stata solo una questione di tempo. Secondo Leena “non è stato facile abituarsi a vivere qui”.
Leena traslocò quando aveva appena sette anni, ancor prima di aver raggiunto l’età scolare. Al villaggio SOS la bambina ha dovuto cominciare ad alzarsi presto la mattina e a studiare dopo la scuola: le riusciva difficile abituarsi ad “uno stile di vita organizzato”, in cui era la sua mamma SOS a proporre gli orari per il gioco, lo studio ed il riposo. Oggi Leena, ormai raggiunta l’ottava classe, apprezza lo sforzo della madre nell’aiutarla a pianificare meglio il suo tempo: il prossimo anno sarà nella nona classe, un periodo difficile nelle scuole siriane, in cui i bambini devono superare una serie di esami statali obbligatori, per ottenere il certificato di studi.
Apprezzamento della Famiglia
Malgrado la pressione della scuola sulla ragazzina, indirizzata verso la professione di oculista, Leena continua a praticare anche le sue passioni personali e a sviluppare il suo talento musicale. Quest’estate si dedicherà a migliorare le sue abilità, grazie all’ingresso nell’organizzazione “Musica in Medio Oriente”, un gruppo che sostiene le opportunità musicali per gli artisti del luogo. In Medio Oriente non è facile sviluppare un’educazione musicale, ma anche attraverso il sostegno del Villaggio dei Bambini SOS in Siria, Leena è riuscita a portare avanti questo suo amore. Anche la mamma SOS di Leena la sostiene nella pratica vocale: “Canto per mia madre per allenare il giusto respiro durante l’esibizione”, racconta la bambina.
Leena non è la sola fra i suoi fratelli i cui sentimenti negli anni sono cambiati verso la nuova famiglia al Villaggio SOS. Sua sorella minore, che vorrebbe diventare farmacista da grande, promette di distribuire medicine gratis alla sua mamma SOS ed ai fratelli SOS quando realizzerà il suo sogno. “E’ desiderosa di esprimere il suo amore” spiega con orgoglio la madre dei bambini.
(Il nome della bambina è stato cambiato per proteggere la sua privacy.)
Questa storia riguarda Leena, una bambina di 13 anni ed i suoi due fratellini, accolti presso il Villaggio dei Bambini SOS di Qodsaya in Siria. Dopo qualche insicurezza iniziale, i bambini furono sostenuti dalla loro famiglia SOS che li aiutò a sentirsi a loro agio, sviluppando un forte legame e liberandone le rispettive abilità.
Leena, 13 anni, arrivò al Villaggio dei Bambini SOS di Qodsaya in Siria nel 2001, con i suoi due fratellini. I tre bambini furono abbandonati dal padre: un uomo ricco che lasciò la Siria per emigrare negli Stati Uniti senza fare più ritornò. La spesa per il sostentamento dei 3 figli era troppo pesante da sostenere per la povera madre, che decise di rinunciare ai bambini quando capì che il marito non sarebbe tornato.Leena ed i fratellini erano molto affezionati ai propri genitori ed erano spaventati all’idea di abbandonare la loro casa di origine: a lungo opposero resistenza all’accoglienza nel villaggio SOS.
“I bambini rimasero segnati dal cambiamento a cui dovettero sottostare nei primi giorni lontani da casa, ma presto compresero la realtà della situazione”. La loro nuova mamma SOS ed il direttore del villaggio passarono molto tempo a confortare Leena ed i fratellini, che non riuscivano a sentirsi a proprio agio in quella nuova situazione familiare. “Durante i primi mesi neppure mi chiamavano mamma…quando mio figlio neonato piangeva, mi dicevano: ‘tuo figlio sta piangendo’ e non si riferivano a lui come al loro fratello”, così racconta la mamma SOS che accolse i tre bambini.
Uno stile di vita ordinato
Col passare del tempo, i tre bambini cominciarono ad affezionarsi alla loro nuova famiglia ed avvicinarsi ai rapporti nella loro casa al villaggio SOS. Per loro è stata solo una questione di tempo. Secondo Leena “non è stato facile abituarsi a vivere qui”.
Leena traslocò quando aveva appena sette anni, ancor prima di aver raggiunto l’età scolare. Al villaggio SOS la bambina ha dovuto cominciare ad alzarsi presto la mattina e a studiare dopo la scuola: le riusciva difficile abituarsi ad “uno stile di vita organizzato”, in cui era la sua mamma SOS a proporre gli orari per il gioco, lo studio ed il riposo. Oggi Leena, ormai raggiunta l’ottava classe, apprezza lo sforzo della madre nell’aiutarla a pianificare meglio il suo tempo: il prossimo anno sarà nella nona classe, un periodo difficile nelle scuole siriane, in cui i bambini devono superare una serie di esami statali obbligatori, per ottenere il certificato di studi.
Apprezzamento della Famiglia
Malgrado la pressione della scuola sulla ragazzina, indirizzata verso la professione di oculista, Leena continua a praticare anche le sue passioni personali e a sviluppare il suo talento musicale. Quest’estate si dedicherà a migliorare le sue abilità, grazie all’ingresso nell’organizzazione “Musica in Medio Oriente”, un gruppo che sostiene le opportunità musicali per gli artisti del luogo. In Medio Oriente non è facile sviluppare un’educazione musicale, ma anche attraverso il sostegno del Villaggio dei Bambini SOS in Siria, Leena è riuscita a portare avanti questo suo amore. Anche la mamma SOS di Leena la sostiene nella pratica vocale: “Canto per mia madre per allenare il giusto respiro durante l’esibizione”, racconta la bambina.
Leena non è la sola fra i suoi fratelli i cui sentimenti negli anni sono cambiati verso la nuova famiglia al Villaggio SOS. Sua sorella minore, che vorrebbe diventare farmacista da grande, promette di distribuire medicine gratis alla sua mamma SOS ed ai fratelli SOS quando realizzerà il suo sogno. “E’ desiderosa di esprimere il suo amore” spiega con orgoglio la madre dei bambini.
(Il nome della bambina è stato cambiato per proteggere la sua privacy.)
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