Rimini - Don Oreste Benzi, sacerdote fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII, è morto la scorsa notte per un attacco cardiaco. Il prelato aveva 82 anni.La segreteria della sua Comunità ha reso noto che don Benzi è deceduto intorno alle 2 presso la parrocchia della Resurrezione di Rimini. Tutti i fedeli e centinaia di ex prostitute che in tanti anni sono state aiutate da Don Benzi possono in queste ore rendergli omaggio nella camera ardente che è stata allestita nella Parrocchia. Il giorno dei funerali, il 5 novembre, è prevista la presenza di migliaia di persone e di molte autorità.
Chi era Don Benzi
Nato il 7 settembre 1925 a San Clemente in provincia di Forlì, don Benzi è entrato in seminario nel 1937 ed è stato ordinato sacerdote nel 1949. A lungo impegnato con i giovani, cui propose «un incontro simpatico con Cristo», nel 1972 ha guidò l'apertura della prima Casa Famiglia dell'Associazione Papa Giovanni XXIII a Coriano (Forlì).
L'associazione nasce negli anni '60, e scaturisce dall'esperienza del suo fontatore con l'insegnamento della religione cattolica in vari licei di Rimini e Riccione. Tale incarico educativo lo ha portato a sensibilizzare maggiormente alcuni giovani verso i problemi della povertà e della diversità. Nel 1968, con un gruppo di giovani che aveva iniziato a impegnarsi in soggiorni estivi per adolescenti in difficoltà, e con alcuni altri sacerdoti, porta alla creazione dell'Associazione, che ottenne il riconoscimento della personalità giuridica con DPR del 5/7/72
Commozione per il lutto è stata espressa dal mondo politico e dalla società civile. Il ministro per la Solidarietà Sociale Paolo Ferrero ricorda don Benzi come un «interlocutore sempre interessante, anche quando le opinioni e le posizioni erano molto diverse dalle mie». «Ha fatto dell'amore per il prossimo la cifra di tutta la sua vita – ha aggiunto il presidente del Senato Franco Marini – Tutti, cattolici e laici sentiremo la mancanza di don Oreste, grande sacerdote e grande uomo».
Insieme ad altri politici, tra cui i ministri D’Alema, Rutelli, Fioroni, Bindi e Pollastrini, ha voluto esprimere il suo cordoglio anche Ruth, una ragazza nigeriana di 27 anni. «L'Italia, che per me doveva essere un inferno, grazie a don Oreste è diventata un paradiso. E come per me, per tante altre è stato così». Don Benzi, infatti, divenne un punto di riferimento per molte ragazze straniere, soprattutto africane, costrette a prostituirsi in Italia. Per Ruth è stato «un padre, il mio salvatore. Grazie a lui sono entrata a far parte di una grande famiglia e oggi io stessa aiuto le mie connazionali a cambiare vita, e spesso le ospito a casa mia. Dovrebbero farlo santo!».
Nato il 7 settembre 1925 a San Clemente in provincia di Forlì, don Benzi è entrato in seminario nel 1937 ed è stato ordinato sacerdote nel 1949. A lungo impegnato con i giovani, cui propose «un incontro simpatico con Cristo», nel 1972 ha guidò l'apertura della prima Casa Famiglia dell'Associazione Papa Giovanni XXIII a Coriano (Forlì).
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Commozione per il lutto è stata espressa dal mondo politico e dalla società civile. Il ministro per la Solidarietà Sociale Paolo Ferrero ricorda don Benzi come un «interlocutore sempre interessante, anche quando le opinioni e le posizioni erano molto diverse dalle mie». «Ha fatto dell'amore per il prossimo la cifra di tutta la sua vita – ha aggiunto il presidente del Senato Franco Marini – Tutti, cattolici e laici sentiremo la mancanza di don Oreste, grande sacerdote e grande uomo».
Insieme ad altri politici, tra cui i ministri D’Alema, Rutelli, Fioroni, Bindi e Pollastrini, ha voluto esprimere il suo cordoglio anche Ruth, una ragazza nigeriana di 27 anni. «L'Italia, che per me doveva essere un inferno, grazie a don Oreste è diventata un paradiso. E come per me, per tante altre è stato così». Don Benzi, infatti, divenne un punto di riferimento per molte ragazze straniere, soprattutto africane, costrette a prostituirsi in Italia. Per Ruth è stato «un padre, il mio salvatore. Grazie a lui sono entrata a far parte di una grande famiglia e oggi io stessa aiuto le mie connazionali a cambiare vita, e spesso le ospito a casa mia. Dovrebbero farlo santo!».
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