martedì, settembre 06, 2016
Le ammissioni della sindaca e dell’assessora davanti alla commissione parlamentare Ecomafie: "Non dissi niente a Grillo e Di Maio". Caos in Campidoglio, fra nomine inadeguate, abbandoni dell'ultimo minuto ed un regolamento interno stringente.

Dal 18 luglio esponenti del Movimento Cinque Stelle, Virginia Raggi e l’assessora  all'ambiente Paola Muraro, sanno che quest’ultima è indagata per reati ambientali e abuso d’ufficio dalla Procura di Roma. Così ha detto in apertura all'audizione fiume in commissione Ecomafie il presidente Alessandro Bratti. Divampa la polemica intorno ai 5 Stelle romani, dopo i terremoti in giunta nella scorsa settimana.

La prima cittadina ha detto di aver informato i vertici Pentastellati: "Ho avvisato alcuni parlamentari", citando Paola Taverna e Stefano Vignaroli, ma anche "un eurodeputato e un consigliere regionale". La sindaca ha inoltre precisato che non aveva informato invece Grillo e Di Maio, che avrebbero appreso della notizia con non poco stupore.

La Muraro che finora aveva negato il tutto, è iscritta al registro degli indagati dal 21 Aprile scorso, mentre la giunta si era insediata solo il 7 Luglio e fino a ieri era stato ripetuto continuamente che l'iscrizione a "modello 21" a loro non risultava. Il tutto senza che risultasse alcun segreto investigativo, dal momento che "il 18/7/2016 è stato rilasciato a Muraro il certificato attestante l'iscrizione e che la stessa ha nominato difensore l'avvocato Salvatore Sciullo" come ha spiegato lo stesso Bratti.

Muraro si è difesa sostenendo di essere vittima di "un attacco mediatico" e i non sapere se l’iscrizione a suo carico riguardi il periodo in cui ha collaborato con l’Ama: "Non ho niente da temere, anzi, ho molto da dire: quindi senz'altro andrò nei prossimi giorni dal pm". Una vicenda complessa, che arriva proprio nel momento più difficile per la giovane giunta romana, dopo le dimissioni valanga di giovedì scorso.

Durissime le reazioni alla notizia, a partire proprio dalla linea garantista tenuta dalla Raggi ed in controtendenza con quanto fatto finora dai 5 Stelle: "Per il fascicolo Muraro fino alla chiusura delle indagini non è possibile sapere quali sono le questioni per cui si sta indagando" - proseguendo - "Fino a che non leggo le carte non so quali sono i fatti che vengono contestati, non so le date, non sappiamo niente, l’unico che conosce il fascicolo è il pm".

Vediamo le carte, dunque, una pratica che al Movimento era sempre risultata indigesta, come non ha mancato di sottolineare il senatore PD Stefano Esposito su Twitter: "Muraro in commissione ecomafie: sapevo di essere indagata da luglio. Quindi ieri suo legale ha mentito. Raggi sapeva? #bastabugiea5s"; lo stesso discusso sindaco di Parma Pizzarotti ha scritto, sibillino: "In effetti stando seduti in riva al fiume passa un sacco di gente" con l'hashtag #noleggiosalvagenti.

Secondo Roberto Giachetti, candidato sconfitto nel luglio scorso: "La campagna elettorale della Raggi si è basata su legalità e trasparenza, ma questo è incompatibile con la difesa dell’assessore Muraro". Mentre a destra Rampelli, Fratelli d'Italia: "Raggi non ha più alibi. Faccia dimettere subito Muraro".


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