domenica, agosto 14, 2016
La Chiesa non ha bisogno di “burocrati” e di “cristiani freddi o tiepidi” ma di “missionari appassionati”, accesi dal fuoco dello Spirito Santo, così il Papa all’Angelus, pregando la Madonna di aiutarci “ad essere solidali con le gioie e le sofferenze” dei fratelli”. Il servizio di Roberta Gisotti: ascolta 

Radio Vaticana - Ispirato dal Vangelo domenicale Francesco si è soffermato sull’immagine del fuoco usata da Gesù per indicare ai discepoli lo scopo della sua missione: ‘sono venuto - dice loro - a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei fosse già acceso!’ E’ il fuoco dello Spirito Santo, che opera in noi dal Battesimo, ha spiegato il Papa, “una forza creatrice che purifica e rinnova”, “brucia ogni umana miseria, ogni egoismo, ogni peccato, ci trasforma dal di dentro, ci rigenera e ci rende capaci di amare” .

“E’ solo partendo dal cuore divino” “che l’incendio dell’amore divino potrà svilupparsi e far progredire il Regno di Dio”.

“Non parte dalla testa, parte dal cuore”.

Da qui l’invito ad aprirsi “completamente all’azione dello Spirito Santo”:

“Egli ci donerà l’audacia e il fervore per annunciare a tutti Gesù e il suo consolante messaggio di misericordia e di salvezza, navigando in mare aperto, senza paure”.

La Chiesa - ha sottolineato Francesco - ha bisogno dell’aiuto dello Spirito Santo:

“per non lasciarsi frenare dalla paura e dal calcolo, per non abituarsi a camminare entro i confini sicuri. Questi due atteggiamenti portano la Chiesa ad essere una Chiesa funzionale, che non rischia mai”.

Il fuoco dello Spirito Santo accende invece “il coraggio apostolico”:

“ci aiuta a superare i muri e le barriere, ci rende creativi e ci sprona a metterci in movimento per camminare anche su strade inesplorate o scomode, offrendo speranza a quanti incontriamo”.

Siamo “chiamati – ha sollecitato Francesco - a diventare sempre più comunità di persone, piene di comprensione, persone dal cuore dilatato e dal volto gioioso”.

“Più che mai oggi c’è bisogno di sacerdoti, di consacrati e di fedeli laici, con lo sguardo attento dell’apostolo, per commuoversi e sostare dinanzi ai disagi e alle povertà materiali e spirituali.”

Ha ricordato il Papa quanti nel mondo, specie i numerosi sacerdoti e religiosi sono dedicati ad annunciare il Vangelo, “non di rado anche a costo della vita”:

“La loro esemplare testimonianza ci ricorda che la Chiesa non ha bisogno di burocrati e di diligenti funzionari, ma di missionari appassionati, divorati dall’ardore di portare a tutti la consolante parola di Gesù e la sua grazia”.

“Questo è il fuoco dello Spirito Santo!”, ha rimarcato Francesco

“Se la Chiesa non riceve questo fuoco o non lo lascia entrare in sé, diviene una Chiesa fredda o soltanto tiepida, incapace di dare vita, perché è fatta da cristiani freddi e tiepidi”.

Quindi un semplice invito per tutti:

“Ci farà bene, oggi, prendere cinque minuti e ognuno di noi domandarci: 'Ma come va il mio cuore? E’ freddo? E’ tiepido? E' capace di ricevere questo fuoco?'”

Infine la preghiera alla Madonna perché effusi dallo Spirito Santo possiamo “essere solidali con le gioie e le sofferenze dei fratelli”. E ancora un invocazione a San Massimiliano Kolbe, nell’odierna festa di questo “martire della carità”:

“egli ci insegni a vivere il fuoco dell’amore per Dio e per il prossimo”.

Dopo la recita dell’Angelus, Francesco ha salutato in particolare i giovani in piazza San Pietro, riprendendo il tema della Gmg di Cracovia ‘Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia’:

“sforzatevi di perdonare sempre e abbiate un cuore compassionevole”.


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