martedì, maggio 31, 2016
Oggi il verdetto definitivo sugli incandidabili alle prossime amministrative del 5 giugno da parte della Commissione parlamentare Antimafia. Esaminati oltre 3.000 candidati nei 13 Comuni a rischio cosche. Tra i paesi finiti sotto osservazione i comuni di San Luca, Platì, Scalea, Ricadi, San Sostene in Calabria. Scongiurato un altro "caso De Luca".

"Sono 14 i nomi degli impresentabili" secondo la Commissione Antimafia che ha realizzato uno screening su liste e candidature in vista delle elezioni del 5 giugno. Lo ha detto la Presidente Rosy Bindi con i parlamentari della Commissione presso l'aula del secondo piano di Palazzo San Macuto. Sotto osservazione anche la Capitale accanto ai comuni di Badolato, San Luca, Platì, Scalea, Ricadi, San Sostene in Calabria, a Sant'Oreste e Morlupo nel Lazio, a Battipaglia, Trentola Ducenta e Villa di Briano in Campania.

In Antimafia prevale una certa soddisfazione per l'effetto "deterrente" che il loro lavoro avrebbe prodotto: "La situazione è complessivamente incoraggiante - ha detto Bindi - anche se alcuni dati sono preoccupanti". Un successo, evidentemente, rispetto alle polemiche che infiammarono la contesa elettorale soltanto un anno fa, quando tra le liste figurò l'attuale presidente della regione Campania De Luca.

Forse oggi non ci sono nomi tanto altisonanti, ma ciò è anche merito dell'attività di prevenzione svolta dalle prefetture. E' stato il caso, ad esempio, del prefetto di Caserta, Arturo De Felice, che ha provveduto a spuntare dalle liste i nomi di 19 persone nel casertano che avevano fatto dichiarazioni mendaci sia sulla loro compatibilità con la legge Severino che sui carichi pendenti.

Nella Capitale, invece, sottolineato il lavoro di Franco Gabrielli, figurano due nomi in due liste di rinviati a giudizio da altre Procure che rischiano peraltro una condanna per falsa auto certificazione.

Menzione speciale per la vicenda di Platì. Il piccolo comune della Locride, 4mila abitanti, 3 scioglimenti delle giunte in dodici anni, capillarmente infiltrato dalla 'ndrangheta, si ritrova con due liste civiche: una guidata da Ilaria Mittiga (figlia del sindaco a capo di due amministrazioni sciolte per mafia), l'altra da Rosario Sergi, ambedue in odor di centrodestra. Singolare l'assenza del Pd, dal momento che la candidata Anna Rita Leonardi non è riuscita a superare i contrasti con i dirigenti locali di partito ed a presentare una lista.

E' proprio alla luce della candidatura della Mittiga che la commissione Antimafia e la presidente Bindi hanno voluto segnalare le anomalie legate alla vicenda Platì, a partire dall'impossibilità di definire impresentabili coloro che pure sono imparentati con boss e 'ndranghetisti pur non risultando coinvolti in inchieste.


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