venerdì, gennaio 22, 2016
Con un decreto a firma del cardinale Robert Sarah, Prefetto della Congregazione del culto, cambiano le rubriche del messale: potranno essere scelti tutti i membri del popolo di Dio, e non soltanto «uomini o ragazzi»  

Vatican Insider - Papa Francesco ha deciso di ammettere anche le donne, e non soltanto gli uomini o i ragazzi al rito della lavanda dei piedi durante la messa in Coena Domini che la sera del Giovedì Santo dà inizio al Triduo pasquale ricordando l’istituzione dell’eucaristia. «Tutti i membri del popolo di Dio». È dal 1955, dalla riforma dei riti della Settimana Santa promulgata da Pio XII, che si era introdotta la possibilità per il celebrante di ripetere il gesto compiuto da Gesù con gli apostoli, lavando i piedi a dodici uomini.

Papa Bergoglio ha deciso che per «migliorare le modalità di attuazione» del rito - come si legge in una lettera papale indirizzata al Prefetto della Congregazione del culto divino, il cardinale Robert Sarah - ed esprimere «pienamente il significato del gesto compiuto da Gesù nel Cenacolo, il suo donarsi “fino alla fine” per la salvezza del mondo», venga modificata la rubrica del Messale Romano nella quale si riservava ai soli uomini la possibilità di essere scelti per la lavanda.

«Da ora in poi i pastori della Chiesa possano scegliere i partecipanti al rito tra tutti i membri del popolo di Dio. Si raccomandi inoltre che ai prescelti venga fornita un’adeguata spiegazione del significato del rito stesso». Nel decreto della Congregazione, reso noto oggi, si legge che nel compiere il rito della lavanda dei piedi, «vescovi e sacerdoti sono invitati a conformarsi intimamente a Cristo che “non è venuto per farsi servire, ma per servire” e, spinto da un amore “fino alla fine”, dare la vita per la salvezza di tutto il genere umano. Per manifestare questo pieno significato del rito a quanti partecipano, è parso bene al Sommo Pontefice Francesco mutare la norma che si legge nelle rubriche del Missale Romanum (p. 300 n. 11): “Gli uomini prescelti vengono accompagnati dai ministri…”, che deve essere quindi variata nel modo seguente: “I prescelti tra il popolo di Dio vengono accompagnati dai ministri…”».

In questo modo i pastori possono scegliere «un gruppetto di fedeli - si legge ancora nel decreto - che rappresenti la varietà e l’unità di ogni porzione del popolo di Dio. Tale gruppetto può constare di uomini e donne, e convenientemente di giovani e anziani, sani e malati, chierici, consacrati, laici».

In un commento al testo del decreto a firma dell’arcivescovo, Arthur Roche, segretario della Congregazione, viene ricordato che «il rito riveste tradizionalmente una duplice valenza: imitativa di quello che Gesù fece nel cenacolo lavando i piedi agli apostoli ed espressiva del dono di sé significato da questo gesto servile... Il comandamento dell’amore fraterno impegna tutti i discepoli di Gesù, senza alcuna distinzione o eccezione».

Il Missale Romanum del 1970 rispetto alla riforma di Pio XII, aveva semplificato alcuni elementi, omettendo il numero «dodici» ma mantenendo tuttavia la riserva ai soli «viri» per una valenza imitativa del gesto di Gesù. «L’attuale mutamento prevede - osserva Roche - che siano designate persone scelte tra tutti i membri del popolo di Dio. La valenza si rapporta ormai non tanto all’imitazione esteriore di quello che Gesù ha fatto, quanto al significato di ciò che ha compiuto con portata universale».

«La lavanda dei piedi - ricorda ancora il segretario del dicastero del Culto - non è obbligatoria nella Missa in cena Domini. Sono i pastori a valutarne la convenienza, secondo circostanze e ragioni pastorali, in modo che non diventi quasi automatica o artificiale, priva di significato e ridotta a elemento scenico. Neppure deve diventare così importante da catalizzare tutta l’attenzione della messa nella cena del Signore».

Spetta dunque ai pastori, conclude l’arcivescovo Roche, «scegliere un gruppetto di persone rappresentative dell’intero popolo di Dio — laici, ministri ordinati, coniugati, celibi, religiosi, sani e malati, fanciulli, giovani e anziani — e non di una sola categoria o condizione. Spetta a chi è prescelto offrire con semplicità la propria disponibilità».

Come si ricorderà, il 28 marzo 2013, nella prima messa del Giovedì Santo celebrata da Papa, Francesco si era recato al carcere minorile di Casal del Marmo, e aveva lavato i piedi anche a due ragazze, una serba e musulmana, l’altra italiana e cattolica.


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