sabato, gennaio 24, 2015
“Il mondo civile non indietreggerà di fronte alla violenza”. Lo ha detto il segretario di Stato Usa, John Kerry, al World Economic Forum di Davos. Al vertice in Svizzera oggi si è fatto il punto su terrorismo e clima. Ce ne parla Giada Aquilino:

 

Radio Vaticana - “Nessuna ragione storica, religiosa, politica” può “giustificare il massacro d'un bambino”. Parla di terrorismo internazionale John Kerry e a Davos ricorda la tragica piaga dei bambini kamikaze, facendo cenno alle 14 ragazzine trovate a Kano, in Nigeria, imbottite di esplosivo. E annuncia una imminente visita nel Paese africano martoriato dagli attentati dei Boko Haram: andrà “tra un paio di giorni”, assicura. Quindi dice che “non c'è posto per antisemitismo e islamofobia” nel mondo. Le parole del capo della diplomazia statunitense seguono di qualche ora quelle Francois Hollande, presidente di una Francia ancora sconvolta dagli attacchi alla redazione di Charlie Hebdo e all’ipermercato kosher di Parigi. “Ogni Paese del mondo può essere colpito dal terrorismo e tutti devono farsi trovare pronti”, ha detto. “Non è stata attaccata solo la Francia ma la nostra capacità di convivenza e libertà” ha proseguito, sottolineando che “la risposta al terrorismo deve essere globale” e coinvolgere gli Stati, i grandi gruppi e il sistema finanziario, in modo che ai terroristi non arrivino più fondi. Quindi, in vista della prossima conferenza sul clima di Parigi, a fine 2015, Hollande ha auspicato un “accordo globale stringente” per iniziare la lotta contro il riscaldamento climatico.

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