mercoledì, gennaio 07, 2015
Francesco all’udienza generale: “Le madri sono antidoto all’individualismo” 

di Paolo Fucili 

Un po’ di zuccherosa poesia, quella ci vuole poco a farla. La dura, aspra prosa del quotidiano tran tran di milioni, se non miliardi di mamme, è un’altra: farsi in quattro dalla mattina alla sera, ogni santo giorno, perché “una madre con i figli ha sempre problemi, sempre lavoro”. Lo dice, per esperienza diretta, anche Jorge Mario Bergoglio, quarto di cinque fratelli: “Io ricordo a casa, eravamo cinque figli e mentre uno ne faceva una, l’altro pensava di farne un’altra, e la povera mamma andava da una parte all’altra, ma era felice! Ci ha dato tanto”. L’appuntamento era stamane alle 10, in Aula Nervi, per la prima udienza generale del 2015. E’ da qualche settimana che Francesco dedica le sue catechesi del mercoledì al tema della famiglia, nell’intervallo tra i due sinodi del 2014 e del 2015 sul medesimo tema. E proprio a Capodanno, sei giorni fa, è stata celebrata dal calendario liturgico Maria Madre di Dio. L’occasione buona insomma c’era, per dedicar la catechesi di oggi ad un appassionato e spontaneo panegirico della mamma, non senza qualche severo accento. Perché “pur essendo” la madre “molto esaltata dal punto di vista simbolico”, con “tante poesie” appunto, “tante cose belle che si dicono poeticamente della madre”, la realtà è che la mamma “viene poco ascoltata e poco aiutata nella vita quotidiana, poco considerata nel suo ruolo centrale nella società. Anzi”, rincara la dose Bergoglio, “spesso si approfitta della disponibilità delle madri a sacrificarsi per i figli per “risparmiare” sulle spese sociali”.

Non che la Chiesa possa vantare molti meriti al riguardo, perché a detta del santo Padre “anche nella comunità cristiana” accade che “la madre non sia sempre tenuta nel giusto conto”. E “forse le madri, pronte a tanti sacrifici per i propri figli, e non di rado anche per quelli altrui, dovrebbero trovare più ascolto”, nella Chiesa e non solo, è l’autocritica del Papa argentino: “bisognerebbe comprendere di più la loro lotta quotidiana per essere efficienti al lavoro e attente e affettuose in famiglia; bisognerebbe capire meglio a che cosa esse aspirano per esprimere i frutti migliori e autentici della loro emancipazione”.

E ancora, Bergoglio ha proseguito in un crescendo di elogi, non c’è più forte antidoto all’individualismo che una mamma; perché mentre “individuo”, abbiamo così appreso, vuol dire proprio “quel che non si può dividere”, la mamma è colei che “si divide” fin da quando il figlio lo porta in grembo. Sono loro ad odiar più di chiunque altro la guerra (“tante volte ho pensato a quelle mamme quando hanno ricevuto la lettera: ‘Le dico che suo figlio è caduto in difesa della patria…’. Povere donne!”), loro a testimoniar la bellezza della vita. Per l’arcivescovo di San Salvador Oscar Arnulfo Romero, prossimo forse alla beatificazione come martire, citato da papa Bergoglio nell’occasione, questo è il “martirio materno”, benché nessun processo canonico lo abbia mai proclamato: “dare la vita”, con “spirito di martirio” proprio “come la dà una madre, che senza timore, con la semplicità del martirio materno, concepisce nel suo seno un figlio, lo dà alla luce, lo allatta, lo fa crescere e accudisce con affetto. E’ dare la vita. E’ martirio!», ha esclamato Francesco facendo sue queste parole. Riassumendo in conclusione, senza le madri una società sarebbe nientemeno che “disumana”, proprio così, giacché “le madri sanno testimoniare sempre, anche nei momenti peggiori, la tenerezza, la dedizione, la forza morale”.

E farà bene anche la Chiesa a tenersele buone, perché oltre a tutto il resto “le madri trasmettono spesso anche il senso più profondo della pratica religiosa”. Magari non sanno fornire chissà quali “spiegazioni”, all’atto dell’insegnare le prime preghiere e i primi gesti di devozione: quelle “arriveranno dopo, ma il germe della fede sta in quei primi, preziosissimi momenti. Senza le madri, non solo non ci sarebbero nuovi fedeli, ma la fede perderebbe buona parte del suo calore semplice e profondo”. Ce n’è abbastanza insomma per un cordiale “grazie” di cuore, alle mamme presenti stamane all’udienza e a tutte le altre, “grazie per ciò che siete nella famiglia e per ciò che date alla Chiesa e al mondo”.

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