Ridere per non piangere. La radice tragica del comico (Giuseppe Pontiggia, Le sabbie immobili, 1991)
"De Docta Ignorantia" di Danilo Stefani
Così dichiarava il vice ministro dell’economia, Stefano Fassina: “Le mie dimissioni sono un sacrificio, un gesto con l’obiettivo di una responsabilità collettiva”. Il segretario del Pd Matteo Renzi, replicava: “Non capisco come ci si possa dimettere per una battuta”. Eccola la battuta: a un giornalista che citava Fassina, Renzi aveva replicato con un “Chi?”. Tutto qua, in apparenza. “Le mie dimissioni sono un gesto politico e non personale”, ha però precisato Fassina. Difficile capire quanto ci sia di politico e quanto di personale.
Probabile che la battuta sia stata l’occasione per fare esplodere ciò che Fassina sentiva: un’avversione poco nascosta verso Renzi (questo sembra un problema personale). Possiamo accettare anche la logica della responsabilità collettiva “svegliata” dalle dimissioni del vice ministro Fassina (questo sembra un problema politico - psicologico).
Ma se la decisione è stata davvero politica, per un vice ministro dovrebbero essere fatali le beghe di partito? Far parte di un governo non dovrebbe essere un “ bene superiore”?
Forse la resa dei conti nel Pd è cominciata, avanti il prossimo; ma niente di personale, mi raccomando.
Piangere per non ridere. La radice squadrata del Fassina.
"De Docta Ignorantia" di Danilo Stefani
Così dichiarava il vice ministro dell’economia, Stefano Fassina: “Le mie dimissioni sono un sacrificio, un gesto con l’obiettivo di una responsabilità collettiva”. Il segretario del Pd Matteo Renzi, replicava: “Non capisco come ci si possa dimettere per una battuta”. Eccola la battuta: a un giornalista che citava Fassina, Renzi aveva replicato con un “Chi?”. Tutto qua, in apparenza. “Le mie dimissioni sono un gesto politico e non personale”, ha però precisato Fassina. Difficile capire quanto ci sia di politico e quanto di personale.
Probabile che la battuta sia stata l’occasione per fare esplodere ciò che Fassina sentiva: un’avversione poco nascosta verso Renzi (questo sembra un problema personale). Possiamo accettare anche la logica della responsabilità collettiva “svegliata” dalle dimissioni del vice ministro Fassina (questo sembra un problema politico - psicologico).
Ma se la decisione è stata davvero politica, per un vice ministro dovrebbero essere fatali le beghe di partito? Far parte di un governo non dovrebbe essere un “ bene superiore”?
Forse la resa dei conti nel Pd è cominciata, avanti il prossimo; ma niente di personale, mi raccomando.
Piangere per non ridere. La radice squadrata del Fassina.
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