Francesco all’Angelus: il Cuore di Cristo è un simbolo reale, non temiamo di avvicinarci a Lui, che sempre ci perdona
Il Cuore di Cristo “non è un simbolo immaginario”, perché l’amore di Gesù è la vita che resuscita dalla morte. Cosi il Papa stamane all’Angelus in piazza San Pietro, affollatissima di fedeli di tutto il mondo. Il servizio di Roberta Gisotti: ascolta
Radio Vaticana - Il Sacro Cuore di Gesù è la “massima espressione umana dell’amore divino”, ha osservato il Papa, ricordando che tutto “il mese di giugno è tradizionalmente dedicato” a questa festa celebrata nella Chiesa universale venerdì scorso. “La pietà popolare – ha aggiunto - valorizza molto i simboli e il Cuore di Gesù è il simbolo per eccellenza della misericordia di Dio;”
“ma non è un simbolo immaginario, è un simbolo reale, che rappresenta il centro, la fonte da cui è sgorgata la salvezza per l’umanità intera.”
Diversi passaggi evangelici sottolineano che “dal cuore di Gesù scaturisce per tutti gli uomini il perdono e la vita”.
“Ma la misericordia di Gesù non è solo un sentimento, è una forza che dà vita, che risuscita l’uomo!”
Cosi come documenta l’evangelista Luca, nell’episodio della vedova di Nain, il villaggio della Galilea dove Gesù con i suoi discepoli arriva nel momento in cui si svolge il funerale del figlio unico della donna, che viene resuscitato dal Signore ‘preso da grande compassione per lei’:
“Questa ‘compassione’ è l’amore di Dio per l’uomo, è la misericordia, cioè l’atteggiamento di Dio a contatto con la miseria umana, con la nostra indigenza, la nostra sofferenza, la nostra angoscia”.
Il termine biblico ‘compassione’ – ha spiegato il Papa - richiama le viscere materne: la madre, infatti, prova una reazione tutta sua di fronte al dolore dei figli. Così ci ama Dio, dice la Scrittura.
“E qual è il frutto di questo amore, di questa misericordia? E’ la vita!”
“La misericordia di Dio dà vita all’uomo”.
“Il Signore ci guarda sempre con misericordia; non dimentichiamolo, ci guarda sempre con misericordia, ci attende con misericordia. Non abbiamo timore di avvicinarci a Lui! Ha un cuore misericordioso! Se gli mostriamo le nostre ferite interiori, i nostri peccati, Egli sempre ci perdona.”
Infine la preghiera di Papa Francesco alla Madonna:
“il suo cuore immacolato, cuore di madre, ha condiviso al massimo la 'compassione' di Dio, specialmente nell’ora della passione e della morte di Gesù. Ci aiuti Maria ad essere miti, umili e misericordiosi con i nostri fratelli”.
Dopo l’Angelus Papa Francesco ha reso omaggio alla due religiose madre Sofia e madre Margherita Lucia fondatrici di Congregazioni, beatificate oggi in Polonia.
“Con la Chiesa che è in Cracovia rendiamo grazie al Signore!”
Quindi un saluto a tutti i fedeli in piazza e collegati in tutti il mondo:
“…grazie! Oggi non dimentichiamo l'amore di Dio, l'amore di Gesù: Lui ci guarda, ci ama e ci aspetta. E' tutto cuore e tutta misericordia. Andiamo con fiducia a Gesù, Lui ci perdona sempre."
Radio Vaticana - Il Sacro Cuore di Gesù è la “massima espressione umana dell’amore divino”, ha osservato il Papa, ricordando che tutto “il mese di giugno è tradizionalmente dedicato” a questa festa celebrata nella Chiesa universale venerdì scorso. “La pietà popolare – ha aggiunto - valorizza molto i simboli e il Cuore di Gesù è il simbolo per eccellenza della misericordia di Dio;”
“ma non è un simbolo immaginario, è un simbolo reale, che rappresenta il centro, la fonte da cui è sgorgata la salvezza per l’umanità intera.”
Diversi passaggi evangelici sottolineano che “dal cuore di Gesù scaturisce per tutti gli uomini il perdono e la vita”.
“Ma la misericordia di Gesù non è solo un sentimento, è una forza che dà vita, che risuscita l’uomo!”
Cosi come documenta l’evangelista Luca, nell’episodio della vedova di Nain, il villaggio della Galilea dove Gesù con i suoi discepoli arriva nel momento in cui si svolge il funerale del figlio unico della donna, che viene resuscitato dal Signore ‘preso da grande compassione per lei’:
“Questa ‘compassione’ è l’amore di Dio per l’uomo, è la misericordia, cioè l’atteggiamento di Dio a contatto con la miseria umana, con la nostra indigenza, la nostra sofferenza, la nostra angoscia”.
Il termine biblico ‘compassione’ – ha spiegato il Papa - richiama le viscere materne: la madre, infatti, prova una reazione tutta sua di fronte al dolore dei figli. Così ci ama Dio, dice la Scrittura.
“E qual è il frutto di questo amore, di questa misericordia? E’ la vita!”
“La misericordia di Dio dà vita all’uomo”.
“Il Signore ci guarda sempre con misericordia; non dimentichiamolo, ci guarda sempre con misericordia, ci attende con misericordia. Non abbiamo timore di avvicinarci a Lui! Ha un cuore misericordioso! Se gli mostriamo le nostre ferite interiori, i nostri peccati, Egli sempre ci perdona.”
Infine la preghiera di Papa Francesco alla Madonna:
“il suo cuore immacolato, cuore di madre, ha condiviso al massimo la 'compassione' di Dio, specialmente nell’ora della passione e della morte di Gesù. Ci aiuti Maria ad essere miti, umili e misericordiosi con i nostri fratelli”.
Dopo l’Angelus Papa Francesco ha reso omaggio alla due religiose madre Sofia e madre Margherita Lucia fondatrici di Congregazioni, beatificate oggi in Polonia.
“Con la Chiesa che è in Cracovia rendiamo grazie al Signore!”
Quindi un saluto a tutti i fedeli in piazza e collegati in tutti il mondo:
“…grazie! Oggi non dimentichiamo l'amore di Dio, l'amore di Gesù: Lui ci guarda, ci ama e ci aspetta. E' tutto cuore e tutta misericordia. Andiamo con fiducia a Gesù, Lui ci perdona sempre."
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