venerdì, maggio 03, 2013
Cosa voleva fare l'attentatore che ha sparato davanti Palazzo Chigi ferendo due carabinieri?

“Sono un uomo disperato. Volevo colpire i politici, ma so che non ce l'avrei mai fatta”. Queste sono le parole che Luigi Preite riferisce al procuratore aggiunto di Roma Pierfilippo Laviani e al pm Antonella Nespola. Parole che non hanno l'aria di una confessione, bensì di un testamento di “un uomo che non ha nulla più da perdere”. Luigi Preiti, 49 anni, ha seminato panico e sangue davanti a uno dei simboli inviolabili della nostra Repubblica; ha sparato con un'arma da fuoco al Brigadiere dei Carabinieri Giuseppe Giangrande (40anni), che al momento è in prognosi riservata e rischia di rimanere paralizzato, e a Francesco Negri (30anni), del Sesto battaglione carabinieri Toscana, che ha riportato ferite di lieve entità.

Durante l'interrogatorio l'attentatore non cerca di difendersi e ammette tutto: “Ho pianificato ogni cosa 20 giorni fa”, studiando tutto a tavolino. “Volevo fare un gesto eclatante in un giorno importante”. Luigi Preiti racconta che aveva comprato la pistola 4 anni fa al mercato nero di Alessandria, e che aveva previsto tutto. Dunque nulla era affidato alla follia come alcuni avevano ipotizzato subito dopo la sparatoria. Il suo piano prevedeva anche il suicidio: “Volevo uccidermi, ma avevo sparato tutti i colpi contro i carabinieri e per me non ne erano rimasti più”. Questi, ammette senza pentimento, sono stati un obiettivo di ripiego. “Io volevo colpire i politici, ma sapevo che non avrei mai potuto raggiungerli. Allora ho pensato al Palazzo, a chi ci sta davanti”. Così è giunto a Roma, ha scelto un anonimo hotel della stazione Termini e infine ha indossato un vestito elegante per quello che del resto doveva essere l'ultimo giorno della sua vita.

Preite afferma ai pm che non prova odio per nessuno; dice di essere disperato per la perdita del lavoro e per la separazione. Soffre perchè vive a carico della sua famiglia alla sua età e perchè non è in grado di provvedere alla propria figlia. Una confessione fredda, tagliente e senza pentimento perchè, ripete ai magistrati, è un uomo che non ha più nulla da perdere.


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