E’ in corso a Addis Abeba il consiglio dei ministri degli Affari esteri dei 54 paesi del continente, il primo appuntamento diplomatico significativo che guarda già al XX vertice dell’Unione Africana (UA), quando domenica saranno riuniti nella capitale etiopica i capi di Stato e di governo.
Misna - Fonti di stampa africana sottolineano che si tratta dei primi incontri al vertice dei dirigenti del continente dall’inizio dell’intervento militare della Francia in Mali. In apertura della riunione odierna, una prima valutazione dell’offensiva Serval è arrivata dalla sudafricana Nkosazana Dlamini-Zuma, presidente della commissione UA dallo scorso luglio. Ha speso poche parole sull’argomento, riconoscendo “il contributo della comunità internazionale, in particolare la Francia, alla necessità urgente di ristabilire l’integrità territoriale del Mali”. Ma l’ex ministro degli Esteri di Pretoria ha auspicato “una celere entrata in azione della Forza africana di pronto intervento in modo che il continente sia in grado di offrire una risposta quando la situazione lo richiede”. La Dlamini-Zuma ha poi sottolineato che “il persistere e il risorgere di vecchi conflitti ma anche il manifestarsi di nuove minacce richiedono una nostra particolare attenzione”.
Finora il Consiglio pace e sicurezza dell’UA, guidato dal commissario Ramtane Lamamra, ha semplicemente preso atto dei raid francesi mentre il presidente di turno dell’UA, il beninese Thomas Yayi Boni, ha moltiplicato le sue dichiarazioni di apprezzamento e ringraziamento nei confronti di Parigi. L’unica voce apertamente fuori dal coro è stata quella dell’Egitto. Secondo il presidente Mohammed Morsi, l’intervento armato francese “sta aprendo un nuovo focolaio di conflitto sanguinoso in Africa” oltre a “destabilizzare ulteriormente la regione del Sahel”.
A margine del vertice, il cui tema centrale sarà “Panafricanismo e rinascita dell’Africa”, è stata convocata per il 29 gennaio una riunione dei donatori internazionali per raccogliere i contributi finanziari necessari al dispiegamento in Mali delle truppe fornite da diversi paesi dell’Africa occidentale, nell’ambito della Missione internazionale di sostegno al Mali (Misma), approvata a dicembre dal Consiglio di sicurezza Onu. Oltre al conflitto maliano, sul tavolo dei dirigenti africana ci sarà anche l’instabile situazione del Nord Kivu, nell’est del Congo, la recente crisi in Centrafrica tra il governo di Bangui e la ribellione del Seleka, ma anche vecchi focolai di tensione come Sudan, Sud Sudan e Somalia. La presidenza di turno annuale dell’Unione Africana passerà dal Benin all’Etiopia.
Misna - Fonti di stampa africana sottolineano che si tratta dei primi incontri al vertice dei dirigenti del continente dall’inizio dell’intervento militare della Francia in Mali. In apertura della riunione odierna, una prima valutazione dell’offensiva Serval è arrivata dalla sudafricana Nkosazana Dlamini-Zuma, presidente della commissione UA dallo scorso luglio. Ha speso poche parole sull’argomento, riconoscendo “il contributo della comunità internazionale, in particolare la Francia, alla necessità urgente di ristabilire l’integrità territoriale del Mali”. Ma l’ex ministro degli Esteri di Pretoria ha auspicato “una celere entrata in azione della Forza africana di pronto intervento in modo che il continente sia in grado di offrire una risposta quando la situazione lo richiede”. La Dlamini-Zuma ha poi sottolineato che “il persistere e il risorgere di vecchi conflitti ma anche il manifestarsi di nuove minacce richiedono una nostra particolare attenzione”.
Finora il Consiglio pace e sicurezza dell’UA, guidato dal commissario Ramtane Lamamra, ha semplicemente preso atto dei raid francesi mentre il presidente di turno dell’UA, il beninese Thomas Yayi Boni, ha moltiplicato le sue dichiarazioni di apprezzamento e ringraziamento nei confronti di Parigi. L’unica voce apertamente fuori dal coro è stata quella dell’Egitto. Secondo il presidente Mohammed Morsi, l’intervento armato francese “sta aprendo un nuovo focolaio di conflitto sanguinoso in Africa” oltre a “destabilizzare ulteriormente la regione del Sahel”.
A margine del vertice, il cui tema centrale sarà “Panafricanismo e rinascita dell’Africa”, è stata convocata per il 29 gennaio una riunione dei donatori internazionali per raccogliere i contributi finanziari necessari al dispiegamento in Mali delle truppe fornite da diversi paesi dell’Africa occidentale, nell’ambito della Missione internazionale di sostegno al Mali (Misma), approvata a dicembre dal Consiglio di sicurezza Onu. Oltre al conflitto maliano, sul tavolo dei dirigenti africana ci sarà anche l’instabile situazione del Nord Kivu, nell’est del Congo, la recente crisi in Centrafrica tra il governo di Bangui e la ribellione del Seleka, ma anche vecchi focolai di tensione come Sudan, Sud Sudan e Somalia. La presidenza di turno annuale dell’Unione Africana passerà dal Benin all’Etiopia.
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