Si può dialogare con tutti quando il tema è l’amore per la realtà
Nella cornice della 33^ edizione del Meeting dell’amicizia tra i popoli si avvicendano nei vari convegni personaggi della politica, esponenti dell’economia, responsabili di varie religioni e culture, intellettuali e artisti, scienziati e protagonisti dello scenario mondiale. Si rendono protagonisti di riflessioni in profondità, aiutandoci a prendere coscienza del rapporto che c’è tra le cose e delle conseguenze nefaste di non tener conto di tale rapporto. Il popolo del Meeting accoglie tutti con la consueta apertura: è la cosa che si coglie subito visitando il Meeting ed è un cambiamento di umanità già in atto. Anche se la passerella di politici fa storcere il naso a molti…
Ciò che è certo è che chi muove tutto sono i 3.300 volontari, il vero cuore del Meeting: migliaia di volontari arrivano da ogni parte d’Italia e dall’estero, mettono su le strutture, si occupano della ristorazione e di tutto il resto e, a Meeting finito, si occupano di smantellare. E’ una testimonianza vivente di come la gratuità sia un valore possibile. L’uomo appartiene a Dio e con tutti i limiti che contraddistinguono le umane opere, l’intuizione originale non è mai stata tradita.
Innumerevoli sono i momenti che hanno approfondito esperienze che più rispondono all’agostiniana ricerca di bellezza, giustizia e verità: dalla neurologia, col temo del mistero dell’unità dell’ “io”, alla detenzione in carcere “vigilando redimere”, evento a cui hanno partecipato personaggi noti come l’ex magistrato Luciano Violante e Paolo Tosoni Presidente della Libera Associazione Forense. Alcuni eventi hanno lasciato una domanda aperta, come il grido di aiuto dei cristiani perseguitati in Nigeria nella voce dell’arcivescovo Ignatius Kaigama o la sofferenza della chiesa cipriota a cui è negata la libertà religiosa.
Da non dimenticare le mostre e gli spettacoli: ricordiamo la mostra su Dostoevsky, nata dalla collaborazione di docenti delle università russe ed italiane, e una più ‘giovane’ sul “Rock n’ roll come ricerca di infinito”, testimonianze di quali profondità raggiunge lo sguardo umano quando educato è dalla fede e guarda con simpatia il desiderio umano come tentativo di compimento. Bellissimo è stato lo spettacolo di Flamengo che rappresenta il Vangelo (Annunciazione, Passione e Morte e Resurrezione), già proposto al Papa al GMG ed eseguito dalla compagnia di Flamengo di Luis Ortega, una delle più prestigiose di Spagna.
La capacità di ricomporre in unità temi, campi e persone apparentemente lontani tra loro è l’evidenza che approfondendo la propria umanità emerge e si fa chiaro nell’uomo il suo carattere distintivo a cui non può rinunciare: la ricerca della pienezza del proprio io. Questo è il vero messaggio del Meeting: la realtà non si inventa ma ad essa si aderisce con la propria umanità. Che è così lo dicono i fatti: come altrimenti può accadere che si riescano a mettere insieme persone come l’antropologo belga, il cardinale Julien Ries, il monaco buddista Shodo Habukawa, l’Arcivescopo di Cipro S.B. Chrysostomos II e i docenti dell’Università del Cairo Wael Farouq e Abdel-Fattah Hassan e che ascoltandoli si percepisce una tensione umana che ha la stessa natura?
Il Meeting vuol evidenziare questo nella scia del messaggio del Santo Padre a Ratisbona: la fede non è nemica della ragione e identità culturali differenti possono dialogare quando il contenuto e l’impegno comune è quello verso la propria umanità assetata di infinito. Per questo, quando il cuore umano è aperto e ama la realtà si supera ogni barriera ed ideologia. Lo ha chiarito Mons. Luigi Negri, intervenuto sul tema ‘Bellezza e Cultura, bene comune’: “La cultura supera l’ideologi, che è una realtà che si sovrappone alla realtà stessa ma soprattutto si sovrappone all’uomo e decide lei quali sono i fattori da sottolineare e quali sono i fattori da lasciar cadere. Appartiene all’ideologia la violenza, perché l’ideologia forte dell’idea di essere la verità scientifica o filosofica ha la pretesa di poter imporre agli uomini la sua misura”. Gli ha fatto eco il prof. Abdel-Fattah Hassan: “Dio ha dato la ragione come dono della Grazia per permettergli di riconoscere l’ordine della creazione”. E lo ha ricordato Habukawa: “Osservare tutte le cose con la massima e profonda attenzione , aprire il cuore a tutte le cose”.
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