Arriva dagli Usa una bambola non proprio educata...
Il Santo Natale è ormai alle porte e in molti stanno pensando ai regali da fare a figli e nipoti. Tra le mille luci dei negozi c’è imbarazzo della scelta: consueti giochi per i più piccini, altri più tecnologici per i più grandicelli e via così. Le bambole, per le femminucce, la fanno da padrone, e in questi giorni oltre alle solite vi è la possibilità di trovarne anche un modello molto particolare che proviene, manco a dirlo, dall’America. Il colosso americano di giocattoli "Toy 'R' Us" mette sul mercato un trio di bambole chiamato 'You&Me Interactive Play&Giggle Triplet Dolls', che invece di sbrodolarsi o pronunciare la parola "mamma" apostrofano la bimba sua sfortunata proprietaria con un "you crazy bitch", l'equivalente italiano di “brutta stronzetta” (e anche peggio) e altre parolacce del genere.
I genitori statunitensi, infuriati, chiedono l'immediato ritiro del giocattolo, destinato a bambini dai 2 anni in su. "Non vogliamo che i nostri figli imparino le parolacce ascoltando una bambola", tuonano i genitori. La direzione di Toy 'R' Us fa sapere che non ha intenzione di ritirare dal mercato la bambola, aggiungendo: "Non abbiamo ricevuto lamentele tali da giustificare una simile azione. Le frasi pronunciate dalle bambole sono solo dei suoni infantili".
A noi pare non sia davvero il caso di insegnare ai piccoli, nemmeno per gioco, il turpiloquio. Lo apprenderanno da soli purtroppo, crescendo nel contesto di una società che ha ormai smarrito i valori fondamentali del rispetto e dell’educazione e in cui gli altri non contano più nulla. Se siamo giunti ad un punto in cui tutto quanto pare andare allo sfascio, se chi non dovrebbe mai farlo deruba la comunità, se spettacoli immorali vengono proposti in fasce orarie inadeguate, esisteranno pure delle ragioni. In questi giorni si parla tanto di rigore e moralità economica: sarebbe d’uopo ricordarsi che esistono anche un’altra morale e un altro rigore che, se messi in pratica cristianamente, avrebbero certamente potuto evitarci lo sfacelo cui stiamo assistendo.
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I genitori statunitensi, infuriati, chiedono l'immediato ritiro del giocattolo, destinato a bambini dai 2 anni in su. "Non vogliamo che i nostri figli imparino le parolacce ascoltando una bambola", tuonano i genitori. La direzione di Toy 'R' Us fa sapere che non ha intenzione di ritirare dal mercato la bambola, aggiungendo: "Non abbiamo ricevuto lamentele tali da giustificare una simile azione. Le frasi pronunciate dalle bambole sono solo dei suoni infantili".
A noi pare non sia davvero il caso di insegnare ai piccoli, nemmeno per gioco, il turpiloquio. Lo apprenderanno da soli purtroppo, crescendo nel contesto di una società che ha ormai smarrito i valori fondamentali del rispetto e dell’educazione e in cui gli altri non contano più nulla. Se siamo giunti ad un punto in cui tutto quanto pare andare allo sfascio, se chi non dovrebbe mai farlo deruba la comunità, se spettacoli immorali vengono proposti in fasce orarie inadeguate, esisteranno pure delle ragioni. In questi giorni si parla tanto di rigore e moralità economica: sarebbe d’uopo ricordarsi che esistono anche un’altra morale e un altro rigore che, se messi in pratica cristianamente, avrebbero certamente potuto evitarci lo sfacelo cui stiamo assistendo.
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È presente 1 commento
Sono d'accordo con quanto scritto sopra, mi piacerebbe sentire i genitori indignati per un simile gioco(certamente da bandire) che tipo di linguaggio usano coi propri figli!!!i infatti se siamo arrivati a tanta decadenza la colpa ,si dice, è della società, ma la società siamo noi, sono le famiglie dove non si parla d'altro che di soldi, di vacanze e di diritti inviolabili. Dio e doveri non sono nell'elenco. Ben vengano riflessioni come queste.
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