L'ordigno esploso davanti a sede del "Progetto Sud" in un bene confiscato alla 'ndrangheta
L
iberainformazione - Ancora una volta qualcuno ha voluto mandare un messaggio inequivocabile alla comunità del "Progetto Sud" di Lamezia Terme. Un ordigno di medio potenziale è stato fatto esplodere la notte scorsa, infatti, davanti all'ingresso di un centro per minori stranieri non accompagnati, realizzato dalla comunità di don Giacomo Panizza, in un bene confiscato alla cosca Torcasio. L'esplosione ha provocato lievi danni, è stata preceduta dallo scoppio di un altro ordigno posto sulla stessa strada. Il centro, che si occupa di migranti in Calabria, era stato inaugurato nell'agosto scorso e ha la sua sede in uno stabile che ospita la delegazione calabrese della Federazione per il superamento dell'handicap (Fish).
"Ci e' sembrato un messaggio molto chiaro, ma noi continuiamo nel nostro lavoro" ha dichiarato don Giacomo Panizza. Noi - ha aggiunto don Panizza - proseguiremo nelle nostre attivita' di accoglienza e del mondo del sociale. Il fatto che, poi, il gesto sia stato fatto nel giorno di Natale ci dice che, a maggior ragione, queste iniziative di accoglienza, e non solo, non possono fermarsi. Per questo continueremo ad opporre il bene al male e la giustizia alla criminalita', come facciamo da anni".
Non è la prima volta che la comunita' "Progetto Sud" subisce atti intimidatori e in tanti in queste ore hanno fatto sentire la loro vicinanza, in questi giorni di festa, alla comunità. In una nota, don Luigi Ciotti, presidente dell'associazione Libera, esprime profonda vicinanza, condivisione e corresponsabilità alla comunità "Progetto Sud" e ricorda che "toccare loro equivale a toccare ciascuno di noi". "Di fronte a quanto accaduto, riteniamo non basti ormai più l’indignazione. E’ importante, invece, che ognuno si assuma la propria responsabilità di fronte a questa violenza assurda, intrisa anche di razzismo. Ciò che ha bisogno in questo momento il nostro Paese - scrivono i referenti per Libera in Calabria, Don Pino De Masi e Mimmo Nasone - è un’antimafia seria, continua e continuativa, fatta di scelte individuali e comunitarie, capaci di costruire cambiamento e giustizia sociale. Impegniamoci, allora, tutti nel contrasto alla criminalità organizzata e nella promozione di una cultura della legalità e del vivere insieme - concludono nella nota - nel rispetto delle comunità straniere presenti in Italia e nella sicurezza per tutti. E’ questo il miglior modo per essere vicini a don Giacomo Panizza e alla Comunità Progetto Sud".
Il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza, appena appreso dell'ordigno fatto esplodere la notte scorsa si è recato nel quartiere, insieme all'associazione antiracket, per esprimere vicinanza a don Giacomo Panizza, agli ospiti del centro e ha dichiarato: "Questa situazione che c'e' a Lamezia e a Capizzaglie in particolare, dove avvengono attentati e bombe persino il giorno di Natale e alla luce di quello che gia' c'e' stato, sparatorie, attentati in pieno centro ad esercizi commerciali - dice - ci preoccupa molto. Da una parte chiediamo un'attenzione massima e dall'altra chiediamo ai cittadini di reagire e collaborare, altrimenti, in futuro, potrebbero rischiare di essere direttamente coinvolti"
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iberainformazione - Ancora una volta qualcuno ha voluto mandare un messaggio inequivocabile alla comunità del "Progetto Sud" di Lamezia Terme. Un ordigno di medio potenziale è stato fatto esplodere la notte scorsa, infatti, davanti all'ingresso di un centro per minori stranieri non accompagnati, realizzato dalla comunità di don Giacomo Panizza, in un bene confiscato alla cosca Torcasio. L'esplosione ha provocato lievi danni, è stata preceduta dallo scoppio di un altro ordigno posto sulla stessa strada. Il centro, che si occupa di migranti in Calabria, era stato inaugurato nell'agosto scorso e ha la sua sede in uno stabile che ospita la delegazione calabrese della Federazione per il superamento dell'handicap (Fish)."Ci e' sembrato un messaggio molto chiaro, ma noi continuiamo nel nostro lavoro" ha dichiarato don Giacomo Panizza. Noi - ha aggiunto don Panizza - proseguiremo nelle nostre attivita' di accoglienza e del mondo del sociale. Il fatto che, poi, il gesto sia stato fatto nel giorno di Natale ci dice che, a maggior ragione, queste iniziative di accoglienza, e non solo, non possono fermarsi. Per questo continueremo ad opporre il bene al male e la giustizia alla criminalita', come facciamo da anni".
Non è la prima volta che la comunita' "Progetto Sud" subisce atti intimidatori e in tanti in queste ore hanno fatto sentire la loro vicinanza, in questi giorni di festa, alla comunità. In una nota, don Luigi Ciotti, presidente dell'associazione Libera, esprime profonda vicinanza, condivisione e corresponsabilità alla comunità "Progetto Sud" e ricorda che "toccare loro equivale a toccare ciascuno di noi". "Di fronte a quanto accaduto, riteniamo non basti ormai più l’indignazione. E’ importante, invece, che ognuno si assuma la propria responsabilità di fronte a questa violenza assurda, intrisa anche di razzismo. Ciò che ha bisogno in questo momento il nostro Paese - scrivono i referenti per Libera in Calabria, Don Pino De Masi e Mimmo Nasone - è un’antimafia seria, continua e continuativa, fatta di scelte individuali e comunitarie, capaci di costruire cambiamento e giustizia sociale. Impegniamoci, allora, tutti nel contrasto alla criminalità organizzata e nella promozione di una cultura della legalità e del vivere insieme - concludono nella nota - nel rispetto delle comunità straniere presenti in Italia e nella sicurezza per tutti. E’ questo il miglior modo per essere vicini a don Giacomo Panizza e alla Comunità Progetto Sud".
Il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza, appena appreso dell'ordigno fatto esplodere la notte scorsa si è recato nel quartiere, insieme all'associazione antiracket, per esprimere vicinanza a don Giacomo Panizza, agli ospiti del centro e ha dichiarato: "Questa situazione che c'e' a Lamezia e a Capizzaglie in particolare, dove avvengono attentati e bombe persino il giorno di Natale e alla luce di quello che gia' c'e' stato, sparatorie, attentati in pieno centro ad esercizi commerciali - dice - ci preoccupa molto. Da una parte chiediamo un'attenzione massima e dall'altra chiediamo ai cittadini di reagire e collaborare, altrimenti, in futuro, potrebbero rischiare di essere direttamente coinvolti"
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