Centocinquanta bloggers, autori di scritti personali su Internet, si sono ritrovati in Vaticano, su invito dei Pontifici Consigli per la Cultura e per le Comunicazioni Sociali.
Radio Vaticana - Diverse altre centinaia erano state le richieste di partecipazione, impossibili da esaudire per limiti logistici. Ha seguito per noi l'evento Fausta Speranza: ascolta
Giovani e persone di mezz’età, uomini e donne, qualche sacerdote, una suora con i capelli bianchi: è il variegato gruppo multimediale nell’Aula Magna del Palazzo che ospita i dicasteri Cultura e Comunicazione. Sui volti tanta voglia di comunicare, sul tavolo il computer acceso. E’ stata assicurata la connessione gratuita per chi volesse scrivere il proprio blog in tempo reale. I presidenti dei dicasteri vaticani, rispettivamente il cardinale Gianfranco Ravasi e l’arcivescovo Celli, intervengono solo per il saluto finale. Nessun discorso di apertura, perché l’obiettivo è: interventi dei blogger e dialogo. L’arcivescovo Claudio Maria Celli accoglie tutti con strette di mano e ci dice:
R. - Io credo che la prima riflessione che dovremmo fare è guardare le persone che sono presenti. Se lei vede, è un’assemblea viva, animata, e direi che ormai, con queste persone e in questa contestualità della comunicazione, il futuro è già presente. Adesso il nostro grande problema è far sì che ci possa essere un dialogo, un dialogo rispettoso, con queste realtà forti e vivaci della comunicazione nel mondo.
D. - Qui, la tecnologia ha un volto, perché dietro lo schermo del web sembra tutta una questione di username e di password: qui la gente è venuta invece con la propria faccia…
R. - Non c’è dubbio. Qui - ed è per questo che amo molto questa esperienza - si tratta di una tecnologia che mette ancora in risalto, fortemente, che il problema non è di tecnica, ma è ancora l’uomo al centro. Dovremmo allora far sì, ancora una volta, che sia l’uomo a esprimere se stesso nell’incontro con altri uomini, con altre donne e - allo stesso tempo - dovremmo guardare avanti, al futuro, per far sì che questo mondo sia più umano e che possa vivere, apprezzare, utilizzare queste tecnologie che favoriscono - se ben utilizzate - una più profonda e più ricca esperienza e relazione umana.
Negli interventi emergono interrogativi attuali: differenza tra blogger e giornalismo; dubbi sulle proprietà intellettuali, ma soprattutto emerge la convinzione che la Chiesa nella blogosfera deve esserci:
It’s the modern mission of the church…
E’ la moderna missione della Chiesa, quella di raggiungere la gente connettendosi in questo modo con le persone. E’ molto importante sentire questo incoraggiamento.
We love using Facebook…
Amiamo Facebook, essere blogger e utilizzare Twitter… E’ emozionante ritrovarci qui insieme, blogger di tutto il mondo, e vedere anche quanto la Chiesa stia facendo per muoversi in questa direzione nel futuro.
L’incontro è la prima risposta: la Chiesa vuole svolgere la sua missione di sempre anche nel mondo dei nuovi media. Il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, assicura che l’impegno è preso e va avanti.(mg)
Radio Vaticana - Diverse altre centinaia erano state le richieste di partecipazione, impossibili da esaudire per limiti logistici. Ha seguito per noi l'evento Fausta Speranza: ascoltaGiovani e persone di mezz’età, uomini e donne, qualche sacerdote, una suora con i capelli bianchi: è il variegato gruppo multimediale nell’Aula Magna del Palazzo che ospita i dicasteri Cultura e Comunicazione. Sui volti tanta voglia di comunicare, sul tavolo il computer acceso. E’ stata assicurata la connessione gratuita per chi volesse scrivere il proprio blog in tempo reale. I presidenti dei dicasteri vaticani, rispettivamente il cardinale Gianfranco Ravasi e l’arcivescovo Celli, intervengono solo per il saluto finale. Nessun discorso di apertura, perché l’obiettivo è: interventi dei blogger e dialogo. L’arcivescovo Claudio Maria Celli accoglie tutti con strette di mano e ci dice:
R. - Io credo che la prima riflessione che dovremmo fare è guardare le persone che sono presenti. Se lei vede, è un’assemblea viva, animata, e direi che ormai, con queste persone e in questa contestualità della comunicazione, il futuro è già presente. Adesso il nostro grande problema è far sì che ci possa essere un dialogo, un dialogo rispettoso, con queste realtà forti e vivaci della comunicazione nel mondo.
D. - Qui, la tecnologia ha un volto, perché dietro lo schermo del web sembra tutta una questione di username e di password: qui la gente è venuta invece con la propria faccia…
R. - Non c’è dubbio. Qui - ed è per questo che amo molto questa esperienza - si tratta di una tecnologia che mette ancora in risalto, fortemente, che il problema non è di tecnica, ma è ancora l’uomo al centro. Dovremmo allora far sì, ancora una volta, che sia l’uomo a esprimere se stesso nell’incontro con altri uomini, con altre donne e - allo stesso tempo - dovremmo guardare avanti, al futuro, per far sì che questo mondo sia più umano e che possa vivere, apprezzare, utilizzare queste tecnologie che favoriscono - se ben utilizzate - una più profonda e più ricca esperienza e relazione umana.
Negli interventi emergono interrogativi attuali: differenza tra blogger e giornalismo; dubbi sulle proprietà intellettuali, ma soprattutto emerge la convinzione che la Chiesa nella blogosfera deve esserci:
It’s the modern mission of the church…
E’ la moderna missione della Chiesa, quella di raggiungere la gente connettendosi in questo modo con le persone. E’ molto importante sentire questo incoraggiamento.
We love using Facebook…
Amiamo Facebook, essere blogger e utilizzare Twitter… E’ emozionante ritrovarci qui insieme, blogger di tutto il mondo, e vedere anche quanto la Chiesa stia facendo per muoversi in questa direzione nel futuro.
L’incontro è la prima risposta: la Chiesa vuole svolgere la sua missione di sempre anche nel mondo dei nuovi media. Il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, assicura che l’impegno è preso e va avanti.(mg)
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