No a discriminazioni, sì a diritto alla cittadinanza; inclusione sociale, soprattutto in materia di istruzione, alloggi e sanità; accesso alla giustizia.
Agenzia Misna - Sono queste le tre principali direttrici e priorità richiamate dalla ‘Dichiarazione di Strasburgo’ con la quale oggi i rappresentanti dei 47 paesi del Consiglio d’Europa, dell’Unione Europea e delle comunità rom hanno concordato la necessità di una risposta paneuropea per rispondere alle esigenze e alle inquietudini di 12 milioni di persone i cui diritti sono ampiamente calpestati e non riconosciuti in quasi tutti i paesi europei dove i rom spesso costituiscono una categoria marginalizzata sia a livello sociale che economico. La Dichiarazione di Strasburgo prevede un nuovo programma di formazione europeo per un migliaio di mediatori culturali e giuristi che dispenseranno consigli giuridici e amministrativi alle comunità rom. Loro compito sarà quello di migliorare l’accesso agli alloggi, all’istruzione, ai servizi sanitari e all’occupazione, svolgendo anche il ruolo di contatto tra le comunità rom e il resto della società. Le varie iniziative in programma saranno sostenute dal Consiglio d’Europa che si incaricherà di sviluppare la necessaria cooperazione con le autorità centrali e regionali, così come con le istituzioni locali e le organizzazioni internazionali. “L’Europa è attualmente divisa in due da un muro non di mattoni e cemento, ma invisibile e non per questo motivo meno efficace nel mantenere i rom ai margini della società” ha detto Thorbjørn Jagland, segretario generale del Consiglio d’Europa. “Formeremo 1400 mediatori all’anno – ha aggiunto Jagland – ma il loro numero dipenderà, almeno per il primo anno, dalle risorse disponibili e dalla capacità di assorbimento delle autorità nazionali e locali che li impiegheranno”. I mediatori, ha concluso il segretario generale del Consiglio d’Europa, rappresenteranno il legame più immediato tra le norme e la realtà sul terreno. Potranno essere espressione delle stesse comunità rom o potranno essere persone che per motivi professionali vivono già adesso a contatto con queste comunità. L’obiettivo finale, come recita il testo della Dichiarazione, è lavorare per creare un percorso in grado di includere a pieno diritto i rom nelle società europee.
Agenzia Misna - Sono queste le tre principali direttrici e priorità richiamate dalla ‘Dichiarazione di Strasburgo’ con la quale oggi i rappresentanti dei 47 paesi del Consiglio d’Europa, dell’Unione Europea e delle comunità rom hanno concordato la necessità di una risposta paneuropea per rispondere alle esigenze e alle inquietudini di 12 milioni di persone i cui diritti sono ampiamente calpestati e non riconosciuti in quasi tutti i paesi europei dove i rom spesso costituiscono una categoria marginalizzata sia a livello sociale che economico. La Dichiarazione di Strasburgo prevede un nuovo programma di formazione europeo per un migliaio di mediatori culturali e giuristi che dispenseranno consigli giuridici e amministrativi alle comunità rom. Loro compito sarà quello di migliorare l’accesso agli alloggi, all’istruzione, ai servizi sanitari e all’occupazione, svolgendo anche il ruolo di contatto tra le comunità rom e il resto della società. Le varie iniziative in programma saranno sostenute dal Consiglio d’Europa che si incaricherà di sviluppare la necessaria cooperazione con le autorità centrali e regionali, così come con le istituzioni locali e le organizzazioni internazionali. “L’Europa è attualmente divisa in due da un muro non di mattoni e cemento, ma invisibile e non per questo motivo meno efficace nel mantenere i rom ai margini della società” ha detto Thorbjørn Jagland, segretario generale del Consiglio d’Europa. “Formeremo 1400 mediatori all’anno – ha aggiunto Jagland – ma il loro numero dipenderà, almeno per il primo anno, dalle risorse disponibili e dalla capacità di assorbimento delle autorità nazionali e locali che li impiegheranno”. I mediatori, ha concluso il segretario generale del Consiglio d’Europa, rappresenteranno il legame più immediato tra le norme e la realtà sul terreno. Potranno essere espressione delle stesse comunità rom o potranno essere persone che per motivi professionali vivono già adesso a contatto con queste comunità. L’obiettivo finale, come recita il testo della Dichiarazione, è lavorare per creare un percorso in grado di includere a pieno diritto i rom nelle società europee.| Tweet |
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