lunedì, agosto 02, 2010
Sull'entrata in vigore della Convenzione contro le munizioni a grappolo ("cluster bomb", dette anche "a frammentazione"), la Sala stampa vaticana ha diffuso ieri un comunicato in cui si afferma: "Come ha ricordato oggi il Santo Padre dopo la preghiera dell’Angelus, entra in vigore, questo 1° agosto 2010, la Convenzione che bandisce l’uso, la produzione, il trasferimento e l’accumulo delle munizioni a grappolo che causano danni inaccettabili ai civili, adottata a Dublino il 30 maggio 2008 ed aperta alla firma ad Oslo il 3 dicembre dello stesso anno.

Agenzia Misna - La Convenzione rappresenta un passo significativo nel campo del disarmo e del diritto umanitario internazionale, nonché un risultato notevole per un multilateralismo basato sulla cooperazione costruttiva fra attori governativi e non governativi e sul legame fra il diritto umanitario e i diritti umani. Oltre a colmare una grave lacuna del diritto umanitario, la Convenzione tende a dare una risposta forte e credibile ad un problema tuttora molto attuale, non solo per il continuo uso delle munizioni a grappolo, ma per il fatto che tali ordigni possono giacere inesplosi sul terreno, colpendo anche dopo molti anni dalla loro dispersione ed impedendo la ripresa della vita quotidiana della popolazione civile. La nuova Convenzione, inoltre, assicurando il diritto all’assistenza alle vittime, offre un motivo di speranza a tutti coloro che hanno subito gli effetti delle munizioni a grappolo. La Santa Sede ha partecipato attivamente al processo di Oslo, dal quale è scaturita la nuova Convenzione, essendo stata tra i primi a proporre la moratoria sull’uso di questi ordigni e facendo parte fin dal suo inizio dei sei membri del cosiddetto Core Group, il gruppo di Stati promotore dell’iniziativa. La Santa Sede è stata inoltre tra i primi Stati a ratificarla, nella convinzione che la logica della pace sia più forte della logica della guerra, la quale in tutti i casi deve avere come limite invalicabile la protezione e la tutela della popolazione civile, e in particolare delle persone più vulnerabili.

Nella Dichiarazione della Santa Sede allegata allo strumento con cui ratifica la Convenzione, si indica che "l’attuazione della Convenzione [rappresenta] una sfida legale e umanitaria per il prossimo futuro. Un’attuazione efficace dovrebbe basarsi sulla cooperazione costruttiva di tutti gli attori governativi e non governativi e dovrebbe rinsaldare il vincolo fra disarmo e sviluppo. Ciò si può fare orientando le risorse materiali e umane verso lo sviluppo, la giustizia e la pace, che sono gli strumenti più efficaci per promuovere la sicurezza internazionale e un pacifico ordine internazionale". La nota aggiunge che dal 9 al 12 novembre si terrà a Vientiane, nel Laos, la prima Conferenza degli Stati Parte alla Convenzione.

Dopo la preghiera dell'Angelus, recitata con i fedeli presenti nel cortile interno del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, Benedetto XVI aveva detto: "Desidero esprimere vivo compiacimento per l’entrata in vigore, proprio oggi, della Convenzione sul bando delle munizioni a grappolo che provocano danni inaccettabili ai civili. Il mio primo pensiero va alle numerose vittime che hanno sofferto e continuano a soffrire gravi danni fisici e morali, fino alla perdita della vita, a causa di questi insidiosi ordigni, la cui presenza sul terreno spesso ostacola a lungo la ripresa delle attività quotidiane di intere comunità. Con l’entrata in vigore della nuova Convenzione, alla cui adesione esorto tutti gli Stati, la Comunità internazionale ha dimostrato saggezza, lungimiranza e capacità nel perseguire un risultato significativo nel campo del disarmo e del diritto umanitario internazionale. Il mio auspicio e incoraggiamento è che si continui con sempre maggior vigore su questa strada, per la difesa della dignità e della vita umana, per la promozione dello sviluppo umano integrale, per lo stabilimento di un ordine internazionale pacifico e per la realizzazione del bene comune di tutte le persone e di tutti i popoli".


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