lunedì, aprile 05, 2010
"Chiedo che in Medio Oriente, ed in particolare nella Terra santificata dalla Sua morte e risurrezione i popoli compiano un 'esodo' vero e definitivo dalla guerra e dalla violenza alla pace e alla concordia"

Agenzia Misna - Lo ha detto Benedetto XVI nel suo messaggio 'Urbi et orbi', diffuso in molti paesi del mondo al termine della Messa di Pasqua, in cui ha anche ricordato l'Africa - e in particolare Repubblica democratica del Congo, Guinea e Nigeria - Haiti e il Cile, colpiti dal terremoto, l’America Latina e i Caraibi colpiti dal narcotraffico e la sofferente condizione dei cristiani in Irak e Pakistan, dove “soffrono la persecuzione e perfino la morte”. Il concetto di esodo è tornato nelle parole del Papa: “La diletta popolazione di Haiti, devastata dall'immane tragedia del terremoto, compia il suo 'esodo' dal lutto e dalla disperazione ad una nuova speranza, sostenuta dalla solidarietà internazionale. Gli amati cittadini cileni, prostrati da un'altra grave catastrofe, ma sorretti dalla fede, affrontino con tenacia l'opera di ricostruzione... Per quei Paesi Latino-americani e dei Caraibi che sperimentano una pericolosa recrudescenza dei crimini legati al narcotraffico, la Pasqua di Cristo segni la vittoria della convivenza pacifica e del rispetto per il bene comune". E per l’Africa "si ponga fine ai conflitti che continuano a provocare distruzione e sofferenze e si raggiunga quella pace e quella riconciliazione che sono garanzie di sviluppo". Un appello è stato indirizzato anche ai “paesi afflitti dal terrorismo e dalle discriminazioni sociali o religiose" affinchè Dio "conceda la forza di intraprendere percorsi di dialogo e di convivenza serena. Ai responsabili di tutte le nazioni, la Pasqua di Cristo rechi luce e forza, perché l'attività economica e finanziaria sia finalmente impostata secondo criteri di verità, di giustizia e di aiuto fraterno". Secondo Benedetto XVI l'umanità attraversa "una crisi che è profonda" e che richiede "cambiamenti profondi, a partire dalle coscienze", una sorta di "esodo", una "conversione spirituale e morale". Un "esodo che avviene prima di tutto dentro l'uomo stesso, e consiste in una nuova nascita nello Spirito santo", una "liberazione integrale, capace di rinnovare ogni dimensione umana, personale e sociale". Per questo, per questa sua capacità di rinnovarsi - ha proseguito il pontefice - "la Chiesa è il popolo dell'esodo, perché continuamente vive il mistero pasquale e diffonde la sua forza rinnovatrice in ogni tempo e in ogni luogo. Nonostante il maltempo e la pioggia, diverse decine migliaia di persone avevano affollato sin dal mattino non solo la Basilica di San Pietro ma anche l’area del colonnato vaticano e via della Conciliazione, colorata dai tanti fiori, molti quelli bianchi e gialli, i colori della Santa Sede, offerti per la Pasqua dall’Olanda. "E' con lei il popolo di Dio, che non si lascia impressionare dal 'chiacchiericcio' del momento, dalle prove che talora vengono a colpire la comunità dei credenti" aveva detto - con una modifica del protocollo prima della Messa - il decano del Collegio cardinalizio ed ex-Segretario di Stato, cardinale Angelo Sodano, rivolgendo a Benedetto XVI gli auguri di buona Pasqua e parole di sostegno a nome di tutta la Chiesa.


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