venerdì, aprile 02, 2010
Scopelliti: pillola abortiva va somministrata in regime di ricovero

Ansa - Cresce lo scontro sull'uso della pillola abortiva RU486. Interviene il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella: "Sono favorevole alla ricerca di un protocollo unitario possibilmente condiviso con le Regioni, che cercheremo di mettere a punto al tavolo per le linee guida e il monitoraggio dell'uso della pillola Ru486", ha detto in un'intervista Repubblica Tv. Quanto alle posizioni dei governatori leghisti Roberto Cota e Luca Zaia che vorrebbero impedire l'arrivo della pillola nelle loro Regioni, Roccella si è limitata a dire che "non si può appellarsi all'autonomia regionale solo quando conviene".

200 DONNE HANNO GIA' ABORTITO IN PUGLIA
Sono circa 200 le donne che hanno abortito in Puglia con la pillola Ru486 nelle due strutture in cui è stata compiuta la sperimentazione, il Policlinico di Bari e l'ospedale Vito Fazzi di Lecce. Lo scrivono oggi alcuni quotidiani pugliesi annunciando anche che un altro quantitativo di farmaci abortivi è stato richiesto con il beneplacito del governatore rieletto, Nichi Vendola, e dell'assessore regionale alla Sanità uscente, Tommaso Fiore. La disciplina dell'uso della Ru486 negli ospedali pugliesi, é scritto ancora sui quotidiani, sarà uno dei primi appuntamenti all'esame del nuovo esecutivo.

SCOPELLITI, SONO ASSOLUTAMENTE CONTRARIO - ''Sono assolutamente contrario alla pillola abortiva''. Lo ha detto il presidente eletto della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, in un'intervista a Maurizio Belpietro durante Mattino Cinque. ''L'unica ipotesi eventualmente praticabile - ha aggiunto Scopelliti - e' quella di una somministrazione della pillola in ospedale, ma si tratta di un'ipotesi estrema e, comunque, da verificare come praticabilita'. Una linea che ho espresso in campagna elettorale e che manterro' come Governatore della Calabria''.

AZIENDA PRODUTTRICE, DA IERI SI PUO' RICHIEDERE
- Da oggi primo aprile la pillola abortiva Ru486 puo' essere distribuita in Italia e richiesta dalle farmacie ospedaliere. Lo rende noto l'azienda produttrice francese Exelgyn, che ha delegato la Nordic Pharma Srl alla distribuzione del medicinale ospedaliero nella penisola. In commercio da piu' di 20 anni in 30 paesi nel mondo, la pillola (dal nome commerciale Mifegyne) e' stata utilizzata da piu' di un milione e mezzo di pazienti ed in Italia e' stata autorizzata dall'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ad esclusivo uso ospedaliero. Qualche settimana fa il Consiglio Superiore di Sanita' ha deliberato che ''come unica modalita' di erogazione'' della pillola abortiva RU486 ci sia ''il ricovero ordinario fino alla verifica dell'espulsione completa'' per garantire ''la tutela psicofisica della donna e il rispetto della legge 194''. Come ha spiegato Mauro Buscaglia, primario di ginecologia presso il S. Carlo Borromeo di Milano, la RU486 non sara' da oggi negli ospedali, ma da oggi ''le farmacie ospedaliere potranno avviare la procedura per richiederla. Le prime dosi del farmaco potrebbero tranquillamente arrivare dopo Pasqua''.

RASI (AIFA), SU DISTRIBUZIONE DECIDONO REGIONI - ''Per quanto riguarda le modalita' di distribuzione sul territorio del farmaco Ru486 nessun ruolo e' svolto dall'Aifa poiche' spetta ai governatori delle regioni decidere anche alla luce di quanto e' stato recentemente espresso, con molta chiarezza, dal ministero della Salute'': e' il direttore dell'agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) a spiegarlo in una nota di precisazione rispetto alle sue dichiarazioni appare su alcuni organi di stampa. Rasi spiega di ''non avere mai rilasciato dichiarazioni in merito alle modalita' di immissione in commercio del medicinale Ru486'' ma di aver spiegato le procedure a carattere generale di dispensazione dei farmaci ospedalieri. Queste modalita', spiega ancora Rasi ''dipendono dalle regioni che, comunque con un buon margine di autonomia e con possibili differenze nella tempistica, prima o poi li mettono a disposizione dei cittadini''.

GASPARRI, NON CIRCOLERA' FACILMENTE - ''Anche dal risultato delle regionali arrivano notizie negative per il partito della morte. La pillola abortiva Ru 486 non circolera' facilmente. E questa e' una buona notizia''. Lo dichiara il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri. ''L'obbligo del ricovero - prosegue Gasparri - e' stato ribadito dal Senato e dal Consiglio superiore della sanita'. La banalizzazione dell'aborto e' stata sconfitta. In questo contesto sorprende la fastidiosa insistenza del direttore dell'Aifa Rasi su questi temi. Travalica il suo ruolo tecnico e sembra piu' un piazzista di farmaci che un garante di regole. Il suo atteggiamento insospettisce. Ci vuole un po' di trasparenza anche all'Aifa. Ci occuperemo di questo problema perche' allo stato ci sono troppe cose che non quadrano. Gli interessi sono forti. E non tutti appaiono terzi nei loro ruoli. Rasi potrebbe essere la persona sbagliata al posto sbagliato''.
BRESSO, COTA RISPETTI LEGGE, ASL NON LO SEGUANO - ''E noi chiederemo ai direttori generali delle Asl di non rispettare l'invito di Cota a bloccare l'impiego della pillola Ru486''. Cosi' Mercedes Bresso, presidente uscente della Regione Piemonte, replica alle dichiarazioni del suo successore, che l' ha battuta per meno di 10 mila voti alle elezioni. ''La legge - dice
Bresso - va rispettata da tutti e si deve dare alle donne l'opportunita' offerta dalla pillola Ru486 quando lo permettono l'Aifa e il ministero della Salute che, quanto a mi risulta, e' ancora del Pdl''. A proposito della distribuzione della pillola abortiva, Mercedes
Bresso precisa. ''A quanto mi risulta non abbiamo ancora ricevuto alcuna disposizione, almeno io non l'ho ancora vista, sto quindi alle cose apprese, al solito, dai giornali, e Cota non puo' impedire l'uso della Ru486: la legge e' uguale per tutti''.

BERSANI, COTA E ZAIA PRESIDENTI NON IMPERATORI - ''Andra' ricordato ai presidenti leghisti che Piemonte e Veneto restano in Italia e in Europa. Dell'autorizzazione e dell'uso di un farmaco non decidono i presidenti di Regione, tanto meno decidono della liberta' terapeutica ne' possono sostituirsi al rapporto medico paziente''. Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani reagisce cosi' alla guerra aperta dai presidenti Cota e Zaia alla pillola Ru486, annunciando che ''faremo comprendere loro che non gli e' stata messa in testa una corona di imperatori''. ''A pochi giorni dalle elezioni - denuncia Bersani- sono gia' in discussione principi elementari e basilari e ad ascoltare affermazioni e intenzioni che possono aprire un solco profondissimo nell'opinione pubblica, cosa di cui non abbiamo certo bisogno''.

TELEFONO ROSA, SCENDIAMO IN PIAZZA A ROMA - Una manifestazione nazionale a Roma in difesa delle libere scelte delle donne, compresa quella dell' utilizzo della pillola Ru486. La propone Telefono Rosa, l' associazione che lavora contro la violenza alle donne, che richiama alla mobilitazione dopo le posizioni dei due governatori delle Regioni Piemonte e Veneto sulla pillola abortiva. Posizioni che la presidente dell'associazione Maria Gabriella Moscatelli definisce ''contro la liberta' delle donne''.


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