lunedì, aprile 12, 2010
Ha sollevato polemiche e l’avvio di un’inchiesta per presunte negligenze la vicenda della piccola Rachel di 13 mesi, figlia di un immigrato nigeriano in Italia dal 1997, morta il 3 Marzo scorso all’ospedale Uboldo di Cernusco sul Naviglio, in provincia di Milano.

Agenzia Misna - Secondo i genitori della bambina, che accusano i medici di non averla curata adeguatamente, la piccola era stata portata al pronto soccorso con attacchi di vomito ripetuti per i quali, in seguito ad una visita sommaria, i medici le avrebbero prescritto alcuni farmaci. “Il personale ci ha detto che la bambina aveva la tessera sanitaria scaduta e che non potevano visitarla ulteriormente o ricoverarla” denuncia il padre, Tommy Odiase, in regola con il permesso di soggiorno, ma che ha appena perso il lavoro e non può rinnovare il documento. In seguito ad un intervento dei carabinieri la bambina viene ricoverata “ma fino alle otto del mattino nessuno la visita e non le viene somministrata alcuna flebo” raccontano i genitori della piccola, morta l’indomani. “Pur guardandoci da sbrigative e colpevolizzanti spiegazioni, non possiamo non leggere quest’episodio come una possibile spia del peggioramento dell’accoglienza nelle strutture sanitarie pubbliche degli immigrati, specie se irregolari - osserva Stefano Dalla Valle, della direzione sanitaria del Naga – e ci chiediamo se questi episodi non costituiscano un sintomo di un atteggiamento progressivamente escludente da ricondursi alla legislazione razzista del cosiddetto ‘Pacchetto sicurezza’ e del generale clima di criminalizzazione dell’immigrazione”. Dello stesso avviso anche l’onorevole Jean-Leonard Touadi per cui “fatti come questi non dovrebbero verificarsi in un paese civile”, e la morte delle piccola Rachel “dimostra tristemente che questo clima di diffidenza e discriminazione legalizzata dello straniero può uccidere”.


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