Il canto di lode al Risorto ha risuonato nuovamente stamattina a Gerusalemme. Dopo la celebrazione vigiliare di ieri, la comunità cattolica ha celebrato la Risurrezione del Signore nella Basilica del S. Sepolcro.
Radio Vaticana - Alla solenne messa pontificale, presieduta dal Patriarca di Gerusalemme dei Latini mons. Fouad Twal presso la tomba vuota, hanno partecipato pellegrini di tutto il mondo. Il servizio di Sara Fornari. (ascolta)
La gioia pasquale è esplosa pienamente stamattina a Gerusalemme: dopo l’alleluja più sommesso della veglia di sabato, oggi le campane e le note dell’organo hanno riempito di esultanza la Basilica della Risurrezione. Alla celebrazione pontificale presieduta dal Patriarca di Gerusalemme dei Latini mons. Fouad Twal, hanno partecipato qualche centinaio di religiosi, fedeli locali ma soprattutto pellegrini, che si sono stretti alla tomba vuota per cantare le lodi del Risorto. Il Vangelo, le antifone, gli inni, tutto in questo luogo ha inneggiato al Signore vittorioso. "Oggi più che mai abbiamo bisogno di speranza e di una forza particolare per vincere il male che è in noi e attorno a noi”, ha detto il Patriarca nella sua omelia, “abbiamo bisogno di una speranza viva in mezzo a tanta violenza, agli scontri sanguinosi e alle divisioni etniche e religiose”. Mons. Twal ha ricordato le vittime dei due gravi terremoti, di Haiti e del Cile. “Proprio grazie alla speranza che vive nel cuore di ogni uomo di buona volontà – ha proseguito - l’umanità intera, e anche la nostra diocesi, hanno potuto manifestare tanta solidarietà verso i superstiti.” La messa solenne è stata celebrata sull’altare posto proprio davanti all’edicola che custodisce il Sepolcro, nella Basilica che oggi anche per la concomitanza della Pasqua ortodossa è un viavai di pellegrini. “Qualcuno potrà forse essere disturbato dalla sovrapposizione di preghiere e di canti che si odono nello stesso tempo e nei diversi riti” tuttavia questa confusione, ha sottolineato ancora mons. Twal “vissuta nella fede, diventa una sinfonia che esprime l’unità della fede e della celebrazione gioiosa della vittoria del Signore sul male e sulla morte, di Colui che risorse il terzo giorno proprio da questo sepolcro.” Quest’anno - ha aggiunto - la nostra gioia è doppia. Noi tutti, pastori e fedeli delle diverse chiese, celebriamo l’unica Pasqua nel medesimo giorno e nello stesso luogo. Tutti i cristiani del mondo gridano oggi a piena voce: “Cristo è risorto”. La celebrazione è culminata nella processione che ha compiuto tre volte il giro dell’Anastasis, la rotonda della Basilica, con la solenne proclamazione in quattro punti diversi dei quattro Vangeli della Risurrezione, intorno al Sepolcro vuoto. Dopo le celebrazioni che senza sosta hanno scandito le ultime ore, presso il Sepolcro e nelle chiese cattoliche e ortodosse della città, si è animata di festa anche la città vecchia; per le vie ancora tanti pellegrini, dall’Europa dell’est, dall’India, cristiani etiopi vestiti di bianco, che hanno vegliato e cantato tutta la notte nello spazio superiore della Basilica.
Radio Vaticana - Alla solenne messa pontificale, presieduta dal Patriarca di Gerusalemme dei Latini mons. Fouad Twal presso la tomba vuota, hanno partecipato pellegrini di tutto il mondo. Il servizio di Sara Fornari. (ascolta)La gioia pasquale è esplosa pienamente stamattina a Gerusalemme: dopo l’alleluja più sommesso della veglia di sabato, oggi le campane e le note dell’organo hanno riempito di esultanza la Basilica della Risurrezione. Alla celebrazione pontificale presieduta dal Patriarca di Gerusalemme dei Latini mons. Fouad Twal, hanno partecipato qualche centinaio di religiosi, fedeli locali ma soprattutto pellegrini, che si sono stretti alla tomba vuota per cantare le lodi del Risorto. Il Vangelo, le antifone, gli inni, tutto in questo luogo ha inneggiato al Signore vittorioso. "Oggi più che mai abbiamo bisogno di speranza e di una forza particolare per vincere il male che è in noi e attorno a noi”, ha detto il Patriarca nella sua omelia, “abbiamo bisogno di una speranza viva in mezzo a tanta violenza, agli scontri sanguinosi e alle divisioni etniche e religiose”. Mons. Twal ha ricordato le vittime dei due gravi terremoti, di Haiti e del Cile. “Proprio grazie alla speranza che vive nel cuore di ogni uomo di buona volontà – ha proseguito - l’umanità intera, e anche la nostra diocesi, hanno potuto manifestare tanta solidarietà verso i superstiti.” La messa solenne è stata celebrata sull’altare posto proprio davanti all’edicola che custodisce il Sepolcro, nella Basilica che oggi anche per la concomitanza della Pasqua ortodossa è un viavai di pellegrini. “Qualcuno potrà forse essere disturbato dalla sovrapposizione di preghiere e di canti che si odono nello stesso tempo e nei diversi riti” tuttavia questa confusione, ha sottolineato ancora mons. Twal “vissuta nella fede, diventa una sinfonia che esprime l’unità della fede e della celebrazione gioiosa della vittoria del Signore sul male e sulla morte, di Colui che risorse il terzo giorno proprio da questo sepolcro.” Quest’anno - ha aggiunto - la nostra gioia è doppia. Noi tutti, pastori e fedeli delle diverse chiese, celebriamo l’unica Pasqua nel medesimo giorno e nello stesso luogo. Tutti i cristiani del mondo gridano oggi a piena voce: “Cristo è risorto”. La celebrazione è culminata nella processione che ha compiuto tre volte il giro dell’Anastasis, la rotonda della Basilica, con la solenne proclamazione in quattro punti diversi dei quattro Vangeli della Risurrezione, intorno al Sepolcro vuoto. Dopo le celebrazioni che senza sosta hanno scandito le ultime ore, presso il Sepolcro e nelle chiese cattoliche e ortodosse della città, si è animata di festa anche la città vecchia; per le vie ancora tanti pellegrini, dall’Europa dell’est, dall’India, cristiani etiopi vestiti di bianco, che hanno vegliato e cantato tutta la notte nello spazio superiore della Basilica.
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