martedì, aprile 13, 2010
In Kirghizistan si allontana la possibilità di soluzioni concordate della crisi. Il governo provvisorio di Bischkek ha deciso di privare dell'immunità Bakiyev.

Radio Vaticana - Il provvedimento rende ora possibile l'arresto dell'ex capo dello Stato. Quello del Kirghizistan è solo uno degli stravolgimenti politici che avvengono periodicamente nelle ex repubbliche sovietiche. In questo contesto come si può sintetizzare quanto sta accadendo a Bishkek? Stefano Leszczynski lo ha chiesto a Fulvio Scaglione, vice-direttore di “Famiglia Cristiana” ed esperto dell’area (ascolta):

R. – Questo è un Paese con caratteristiche particolari. Da un punto di vista economico, è uno Stato dove la maggioranza della popolazione ancora vive di agricoltura ma dove, in realtà, i soldi in grande quantità arrivano dall'esportazione delle risorse energetiche, tra cui il gas. Dal punto di vista della politica internazionale, è un Paese assolutamente bloccato perché è praticamente circondato dagli interessi convergenti di Russia, Stati Uniti e Cina. Quindi è un Paese che in realtà ha pochissima autonomia geopolitica e bolle all’interno, proprio perché ci sono le élite che si succedono e che vogliono mettere le mani sui rubinetti del gas che sono quelli che arricchiscono.


D. – Quanto è pericolosa questa situazione?



R. – Io credo che, da questo punto di vista, saranno poi appunto le grandi potenze - in primo luogo gli Stati Uniti che sono presenti con una base militare nel Paese e la Russia che anch’essa ha delle basi - a depotenziare la situazione. Ma Kiev non ha raccolto, presso Mosca e Washington una particolare solidarietà. E' un po’ come se questi due Paesi fossero assolutamente disposti a lasciarlo andare. Io credo che sarà anche nel loro interesse cercare di evitare un’escalation troppo clamorosa. Probabilmente, Kiev verrà convinta ad andarsene.



D. – Perché non si investe, da un punto di vista di politica internazionale, su queste piccole Repubbliche?



R. – Perché la politica internazionale su questi Paesi investe solo in controllo: è la storia che abbiamo visto ripetersi da tante parti, anche in Africa, in Asia … I governi di Stati Uniti, della Russia, della Cina investono su chi comanda a prescindere dalle sue capacità, o investono su chi garantisce loro il rispetto di determinati interessi. E poi sono in realtà intercambiabili, perché la storia del Kirghizistan è una storia di almeno due-tre rivoluzioni che nascono come democratiche e finiscono poi in questa maniera!


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