Una replica della goletta ‘Amistad’, simbolo della lotta contro la schiavitù e “l’amicizia (amistad) tra i popoli” ha fatto il suo ritorno nella baia dell’Avana vecchia, quasi 200 anni dopo il suo storico viaggio, sventolando sui due pennoni le bandiere statunitense e cubana.
Agenzia Misna - “Da quando, 10 anni fa, l’organizzazione statunitense ‘Amistad America’ fece salpare per la prima volta la replica della goletta, il mio sogno è stato sempre quello di raggiungere Cuba, culla storica della Amistad” ha detto il costruttore del vascello Quentin Snadiker, sbarcando nella capitale nella Giornata internazionale in ricordo delle vittime della schiavitù e della tratta transatlantica, istituita dall’Onu. La goletta originale, costruita a Cuba, era salpata dal porto dell’Avana nel 1839 per portare, insieme a carichi di mercanzie, 53 schiavi africani originari della Sierra Leone verso Haiti. Gli schiavi si ribellarono uccidendo il capitano e impadronendosi del vascello che navigò fino al largo delle coste degli Stati Uniti prima di approdare a Long Island, a New York. Dopo un processo che si trasformò in un evento simbolo della causa abolizionista, nel 1841 gli schiavi africani vennero finalmente liberati, come narra anche l’omonimo film di Steven Spielberg, uscito al cinema nel 1997. “Il significato di questa goletta è quello di illustrare i legami comuni culturali e storici che uniscono tutte le nazioni” ha sottolineato Snadiker. La moderna ‘Amistad’, di colore nero, come l’originale, ma di dimensioni più grandi, era partita alla fine del 2009 dalla costa est degli Stati Uniti per raggiungere Cuba, dopo aver fatto scalo nelle Bahamas e in Repubblica Dominicana. “Sotto l’amministrazione Bush – che rafforzò le restrizioni ai viaggi a Cuba – questa avventura sarebbe stata impossibile, ma con Barack Obama le cose sono migliorate” ha detto ancora Snadiker.
Agenzia Misna - “Da quando, 10 anni fa, l’organizzazione statunitense ‘Amistad America’ fece salpare per la prima volta la replica della goletta, il mio sogno è stato sempre quello di raggiungere Cuba, culla storica della Amistad” ha detto il costruttore del vascello Quentin Snadiker, sbarcando nella capitale nella Giornata internazionale in ricordo delle vittime della schiavitù e della tratta transatlantica, istituita dall’Onu. La goletta originale, costruita a Cuba, era salpata dal porto dell’Avana nel 1839 per portare, insieme a carichi di mercanzie, 53 schiavi africani originari della Sierra Leone verso Haiti. Gli schiavi si ribellarono uccidendo il capitano e impadronendosi del vascello che navigò fino al largo delle coste degli Stati Uniti prima di approdare a Long Island, a New York. Dopo un processo che si trasformò in un evento simbolo della causa abolizionista, nel 1841 gli schiavi africani vennero finalmente liberati, come narra anche l’omonimo film di Steven Spielberg, uscito al cinema nel 1997. “Il significato di questa goletta è quello di illustrare i legami comuni culturali e storici che uniscono tutte le nazioni” ha sottolineato Snadiker. La moderna ‘Amistad’, di colore nero, come l’originale, ma di dimensioni più grandi, era partita alla fine del 2009 dalla costa est degli Stati Uniti per raggiungere Cuba, dopo aver fatto scalo nelle Bahamas e in Repubblica Dominicana. “Sotto l’amministrazione Bush – che rafforzò le restrizioni ai viaggi a Cuba – questa avventura sarebbe stata impossibile, ma con Barack Obama le cose sono migliorate” ha detto ancora Snadiker.| Tweet |
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