Creata un'unità speciale per la raccolta di informazioni dai terroristi, la sede sarà presso l'Fbi. Vietato il ricorso a violenza fisica e psicologica: basta torture e waterboarding.
Non sarà più la Cia, il servizio segreto, a interrogare i terroristi, ma un gruppo speciale di esperti con sede all’Fbi, la polizia federale, sotto il controllo della Casa Bianca. Lo ha annunciato un portavoce di Obama, aggiungendo che l'High value detenees interrogators group (letteralmente: gruppo d’interrogatorio dei detenuti di alto valore) avrà il tassativo divieto di ricorrere alla violenza psicologica e fisica nei confronti dei terroristi, in particolare al waterboarding, la simulazione dell’annegamento. Il gruppo sarà diretto da un funzionario dell’Fbi e includerà membri dell’intelligence.
STOP AGLI ABUSI - Con la sua formazione a settembre, Obama chiuderà il capitolo degli abusi della Cia e del Pentagono negli interrogatori dei detenuti durante le guerre dello Iraq e dell’Afganistan, causa di scandali come quello delle famigerate carceri di Abu Ghraib presso Bagdad. I passati abusi della Cia, sevizie e torture comprese, potrebbero tuttavia venire alla luce i mesi prossimi. La Direzione etica del Ministero della giustizia ha infatti sollecitato l’apertura di un’inchiesta al loro riguardo, inchiesta bloccata in precedenza dal presidente Bush. Mary Patrice Brown, la sua responsabile, pubblicherà in giornata un dettagliato elenco di decine di casi compilato nel 2004 dall’ispettore generale della Cia stessa ma tenuto nascosto sino a oggi.
I CASI SOSPETTI - Secondo un portavoce, il ministero affiderà l’inchiesta a un procuratore speciale o prenderà altre misure. Agenti della Cia, militari, contractors, ecc, ha scritto il New York Times anticipando la notizia, rischiano di essere processati. A parere del giornale, il ministro Eric Holder sospetta che più di un detenuto fu torturato dalla Cia, e che almeno uno, Al Jamadi, morì in seguito alle torture ad Abu Ghraib nel 2003. Un altro, Al Nashiri, autore dell’attentato allo incrociatore Cole nello Yemen nel 2000, sarebbe stato più volte minacciato di morte.
I DUBBI DI OBAMA - Per Obama, che a febbraio le si dichiarò contrario, l’inchiesta, anche se non coinvolgesse Bush e l’ex vicepresidente Cheney, entrambi fautori degli interrogatori duri, rappresenterebbe però una incognita: causerebbe un nuovo grave scandalo, dividerebbe l’America in due, ritarderebbe il suo programma di riforme. Stando al portavoce della Casa bianca, il presidente non interferirà: «Il Ministero della giustizia è indipendente e la decisione spetta solo al ministro Holder». La Cia ha precisato di non essere stata avvisata di alcun ricorso contro di essa. Ha ricordato che presentò spontaneamente il rapporto dell’ispettore generale al Ministero della giustizia, e che non le fu mai spiegato perché venne insabbiato.
Non sarà più la Cia, il servizio segreto, a interrogare i terroristi, ma un gruppo speciale di esperti con sede all’Fbi, la polizia federale, sotto il controllo della Casa Bianca. Lo ha annunciato un portavoce di Obama, aggiungendo che l'High value detenees interrogators group (letteralmente: gruppo d’interrogatorio dei detenuti di alto valore) avrà il tassativo divieto di ricorrere alla violenza psicologica e fisica nei confronti dei terroristi, in particolare al waterboarding, la simulazione dell’annegamento. Il gruppo sarà diretto da un funzionario dell’Fbi e includerà membri dell’intelligence.STOP AGLI ABUSI - Con la sua formazione a settembre, Obama chiuderà il capitolo degli abusi della Cia e del Pentagono negli interrogatori dei detenuti durante le guerre dello Iraq e dell’Afganistan, causa di scandali come quello delle famigerate carceri di Abu Ghraib presso Bagdad. I passati abusi della Cia, sevizie e torture comprese, potrebbero tuttavia venire alla luce i mesi prossimi. La Direzione etica del Ministero della giustizia ha infatti sollecitato l’apertura di un’inchiesta al loro riguardo, inchiesta bloccata in precedenza dal presidente Bush. Mary Patrice Brown, la sua responsabile, pubblicherà in giornata un dettagliato elenco di decine di casi compilato nel 2004 dall’ispettore generale della Cia stessa ma tenuto nascosto sino a oggi.
I CASI SOSPETTI - Secondo un portavoce, il ministero affiderà l’inchiesta a un procuratore speciale o prenderà altre misure. Agenti della Cia, militari, contractors, ecc, ha scritto il New York Times anticipando la notizia, rischiano di essere processati. A parere del giornale, il ministro Eric Holder sospetta che più di un detenuto fu torturato dalla Cia, e che almeno uno, Al Jamadi, morì in seguito alle torture ad Abu Ghraib nel 2003. Un altro, Al Nashiri, autore dell’attentato allo incrociatore Cole nello Yemen nel 2000, sarebbe stato più volte minacciato di morte.
I DUBBI DI OBAMA - Per Obama, che a febbraio le si dichiarò contrario, l’inchiesta, anche se non coinvolgesse Bush e l’ex vicepresidente Cheney, entrambi fautori degli interrogatori duri, rappresenterebbe però una incognita: causerebbe un nuovo grave scandalo, dividerebbe l’America in due, ritarderebbe il suo programma di riforme. Stando al portavoce della Casa bianca, il presidente non interferirà: «Il Ministero della giustizia è indipendente e la decisione spetta solo al ministro Holder». La Cia ha precisato di non essere stata avvisata di alcun ricorso contro di essa. Ha ricordato che presentò spontaneamente il rapporto dell’ispettore generale al Ministero della giustizia, e che non le fu mai spiegato perché venne insabbiato.
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