mercoledì, agosto 19, 2009
Ecco le riflessioni dell'associazione L'Uomo Libero, che da anni opera in Birmania

«Aung San Suu Kyi non è l'unica vittima della repressione in Birmania, aiutiamo i Karen». Questo l'appello lanciato dall'associazione l'Uomo Libero di Arco (Trento) che da anni opera con missioni di solidarietà nel Paese vessato dalla giunta militare. «Il nostro progetto Terra e Identità» spiega il presidente Walter Pilo «serve a sostenere la popolazione dei Karen, una minoranza etnica che rivendica la propria autonomia, oggetto da parte dei militari di Rangoon di una repressione feroce, che nel giro di sessant'anni ha provocato migliaia di vittime. I Karen vivono in condizioni di estrema povertà, come fuggiaschi. Abbiamo già realizzato nel loro territorio un villaggio con abitazioni, servizi e, attualmente in corso, una struttura sanitaria (la cui convenzione con la Regione Trentino Alto Adige è già stata firmata nei giorni scorsi, ndr). Il progetto prevede anche la costituzione di una azienda agricola tesa al sostentamento della popolazione. L'ultima missione che abbiamo realizzato è di pochi mesi fa e la situazione che abbiamo trovato è drammatica. Aung San Suu Kyi è il simbolo della lotta per la libertà della Birmania ma la sua nuova condanna non è purtroppo l'unico caso bisognoso di aiuto». Chi volesse sostenere l'Uomo Libero può collegarsi al sito dell'associazione (www.luomolibero.it) e acquistare uno dei prodotti i cui ricavati vengono interamente devoluti al progetto “Terra e identità” in favore dei Karen: t-shirt, prodotti di artigianato e i libri 'Karen' e 'Non solo Don Camillo'.

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