giovedì, gennaio 19, 2017
Trenta i dispersi nella struttura alle pendici del Gran Sasso, travolta da una slavina. Il racconto di uno dei due superstiti.

Col passare delle ore, mentre si scava anche con le mani tra la neve e le macerie, si affievoliscono le speranze di ritrovare altri superstiti della valanga che ha investito l'hotel Rigopiano, nel comune di Farindola, sul versante pescarese del Gran Sasso. Le squadre di soccorso hanno estratto da questa mattina tre corpi senza vita, un quarto sarebbe stato localizzato. Soltanto due, finora, il numero dei superstiti. Almeno 34 le persone presenti all'interno dell'hotel: 22 clienti, otto membri dello staff e quattro persone in visita.

Tra i dispersi ci sono Alessandro Riccetti, 33 anni, di Terni, dipendente della struttura alberghiera; una coppia di giovani turisti marchigiani di Castignano, Marco Vagnarelli e Paola Tomassini; una coppia di Castel Frentano (Chieti), Luciano Caporale, 54 anni, e la moglie, Silvana Angelucci, 46 anni. C'è anche una famiglia di tre persone di Osimo (Ancona): madre, padre e il loro bimbo di 7 anni. Sul posto è stato portato anche un rianimatore, che avrebbe confermato la presenza di "bambini coinvolti nel crollo".

Intorno all'una, la colonna dei soccorsi ha raggiunto l'albergo, trovandosi davanti uno scenario raccapricciante: la struttura sarebbe stata "spazzata via dalla valanga", con alberi, massi e materassi misti a neve. Secondo il racconto dei soccorritori sarebbe stata un'enorme "colata di detriti" a travolgere l'hotel. Le immagini dell'interno, mostrano gli spazi comuni distrutti e coperti da cumuli di neve, rami di alberi e macerie. "La situazione è drammatica, è rimasto in piedi solo un pezzetto".

La zona di ricerca è molto ampia, si sviluppa per centinaia di metri lungo tutta la massa della valanga. L'aera della piscina coperta, che si trovava davanti alla struttura, è sprofondata a un piano sotto il livello dell'ingresso dell'albergo. La zona di accesso, da dove arrivavano i clienti, è un'unica massa di neve, macerie e detriti di alberi. La slavina ha infatti distrutto la cupola di vetro che copriva la struttura penetrando nell'ampia zona della Spa.

Il racconto dei superstiti. Ha riferito ai medici Giampiero Parete, 38 anni, moglie e i due figli ancora sotto le macerie: "Sono salvo perché ero andato in auto a prendere una medicina per mia moglie che aveva mal di testa. Mentre tornavo verso l'hotel ho sentito rumori e scricchiolii e ho visto la montagna cadere addosso all'edificio. Ha travolto anche me, ma parzialmente. Ho visto gran parte dell'albergo ricoperto dalla neve".

Trovato in stato di ipotermia, il quadro clinico non è preoccupante. E'stato lui ieri a lanciare l'allarme al suo datore di lavoro: "Ho provato a entrare dentro ma ho rischiato di rimanere intrappolato; allora mi sono aggrappato ad un ramo e sono riuscito a tornare verso la macchina. Poi ho incontrato il manutentore dell'albergo e insieme abbiamo lanciato l'allarme. Dall'interno dell'hotel non ho sentito alcun rumore o movimento".

L'allarme. Tutti gli altri ospiti dell'albergo avevano pagato ed avevano raggiunto la hall, pronti per ripartire non appena sarebbe arrivato lo spazzaneve: "Gli avevano detto che sarebbe arrivato alle 15, ma l'arrivo era stato posticipato alle 19. Avevano preparato già le valigie, tutti i clienti volevano andare via" ha detto Quintino Marcella, ristoratore e datore di lavoro di Parete. È proprio al ristoratore che Parete ha lanciato l'allarme dopo la valanga: "Ho ricevuto la chiamata alle 17,40, ho lanciato l'allarme ma non mi credevano".


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