venerdì, dicembre 06, 2013
Siamo schiavi della legge, per poter essere liberi (Marco Tullio Cicerone)

da "De Docta Ignorantia" di Danilo Stefani 

E’ lecito sentirsi minuscoli di fronte alla figura di Nelson Mandela, alla sua vita coraggiosa, alla sua eredità politica e morale. E siamo ancor più piccoli in un’epoca dove impera il disonore politico e amministrativo, dove andiamo alle elezioni con una legge incostituzionale già dal 2006, dove le grandi menti finanziarie ed economiche hanno disgregato la nostra fiducia presentandoci un conto da profondo rosso. Raffrontare Mandela alle nostre miserie quotidiane è avvilente, ma anche utile: perché se la sua luce è immersa nella galassia di una società sempre più ingiusta, lascia comunque una scia distinta e memorabile. "Se guardi l’abisso, l’abisso guarda te” diceva Nietzsche. Bisognerebbe saper guardare le stelle: distinguere i porcellum dai mattarellum; ammirare la politica di chi mostra passione. Il problema è che le “stelle” della nostra politica stanno a guardare, affidandosi più agli oroscopi sondaggisti che alle realtà quotidiane.

In attesa di congiunzioni astrali favorevoli (per i Renzi, i Cuperlo e i Civati di ogni latitudine) ricordiamo Aldo Bozza, avvocato 79enne milanese, che con la sua battaglia di ricorsi sul suo diritto di voto leso dal porcellum alla fine ha ottenuto vittoria di fronte alla Corte Costituzionale. Una bella “bozza” per ripartire.

Siamo schiavi della legge, per poter essere liberi di farla meglio.


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