“Prendere Napoli, che ha una grande storia culturale alle spalle ma che in qualche modo è stata intaccata dal modo in cui è stato gestito il problema dei rifiuti, e farne per quattro giorni un pensatoio mondiale delle migliori tecnologie, ricerche e studi nel settore dei rifiuti”: così Alfonso Cauteruccio, presidente di Greenaccord, spiega alla MISNA l’obiettivo del X Forum internazionale dell’Informazione per la salvaguardia della natura, ospitato fino a domani a Napoli, nello splendido scenario di Castel dell’Ovo.
Misna - “Volevamo portare fuori questa anima di Napoli che è volta ad essere esemplare nel mondo, quindi a portare qualcosa di peculiare di Napoli, anche in questo settore che è stato un punto debole” prosegue Cauteruccio. “Poi, al nostro progetto con gli scienziati e i giornalisti – all’evento ne sono presenti un centinaio provenienti da diversi paesi del Sud e Nord del mondo – abbiamo unito anche un progetto di educazione ambientale per le scuole che ci è stato commissionato dal ministero dell’ambiente,
in cui sono coinvolti dieci istituti campani, con la finalita di rendere i ragazzi piccoli reporter, ovvero farli confrontare con gli esperti e i giornalisti per riportare poi i contenuti ai loro compagni di scuola. E in più elaborare un prodotto multimediale che sarà valutato da una commissione e premiato in un’apposita edizione che rifaremo a Napoli”. Giovani, giornalisti e scienziati, dunque, per affrontare il problema globale dei rifiuti e “far passare anche tramite le nuove generazioni – insiste il presidente di Greenaccord – l’idea che un futuro senza rifiuti – il tema del Forum di Napoli – è possible. Naturalmente questo e un programma a lungo termine, a breve termine vanno adottate strategie soprattutto di minor produzione alla fonte e di migliore gestione dei rifiuti che già ci sono. Perché non sono uno scarto, bensí un prodotto, ma vanno gestiti, vanno trattati, vanno soprattutto valorizzati per quello che sono”.
L’obiettivo a lungo termine per il Pianeta “è un futuro senza rifiuti – conclude Cauteruccio. Nel senso che dobbiamo tendere a imitare la Natura. La Natura non produce scarti, è a ciclo chiuso. Noi dobbiamo fare in modo che tutte le filiere, anche le più piccole, diventino a ciclo chiuso, cioè capaci di gestire tutta la filiera del proprio processo industriale in maniera tale che i rifiuti già alla fonte siano molto inferiori a volumi prodotti adesso”.
Misna - “Volevamo portare fuori questa anima di Napoli che è volta ad essere esemplare nel mondo, quindi a portare qualcosa di peculiare di Napoli, anche in questo settore che è stato un punto debole” prosegue Cauteruccio. “Poi, al nostro progetto con gli scienziati e i giornalisti – all’evento ne sono presenti un centinaio provenienti da diversi paesi del Sud e Nord del mondo – abbiamo unito anche un progetto di educazione ambientale per le scuole che ci è stato commissionato dal ministero dell’ambiente,
in cui sono coinvolti dieci istituti campani, con la finalita di rendere i ragazzi piccoli reporter, ovvero farli confrontare con gli esperti e i giornalisti per riportare poi i contenuti ai loro compagni di scuola. E in più elaborare un prodotto multimediale che sarà valutato da una commissione e premiato in un’apposita edizione che rifaremo a Napoli”. Giovani, giornalisti e scienziati, dunque, per affrontare il problema globale dei rifiuti e “far passare anche tramite le nuove generazioni – insiste il presidente di Greenaccord – l’idea che un futuro senza rifiuti – il tema del Forum di Napoli – è possible. Naturalmente questo e un programma a lungo termine, a breve termine vanno adottate strategie soprattutto di minor produzione alla fonte e di migliore gestione dei rifiuti che già ci sono. Perché non sono uno scarto, bensí un prodotto, ma vanno gestiti, vanno trattati, vanno soprattutto valorizzati per quello che sono”.
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