Profonda crisi delle librerie in Italia: quali le ragioni?
Lo spettro ormai reale della recessione economica, che ha messo in ginocchio il paese nella sua totalità, naturalmente ha fatto sentire il suo odioso peso anche sulla lettura. Già di suo, il settore in Italia non ha mai brillato, a differenza che in altre contrade della vecchia Europa. Gli italiani poco amanti del libro sono sempre stati la maggioranza, sintomo di una scarsa preparazione scolastica alla lettura. L’avvento di internet quindi non è la causa principale di questa disaffezione, come da tanti sostenuto; la faccenda è diversa: non si legge e basta.
Un libraio ha detto a chiare lettere che, dopo una trentennale attività di negozio, si sente pari al guardiano di un museo etrusco in cui, raramente, entra qualcuno. Giovani poi nemmeno a parlarne! La categoria che mantiene in vita, se pur agonizzante, una libreria è ridotta, a suo dire, a zitelle infelici, madri che cercano in un libro qualche momento di evasione dallo stress del quotidiano e a persone ormai sole e anziane che sperano di trovare fra le pagine di un romanzo qualche appiglio ai ricordi della loro vita, ormai giunta al limitare. Ben desolante panorama, descritto con la rassegnazione propria di chi ormai brancola nelle nebbie dell’incertezza dl domani.
Aggiungiamo doverosamente allo scenario di crisi i libri “spazzatura” scritti (si fa per dire) da allucinanti personaggi che popolano il gossip; “editori” che pubblicano di tutto, anche libri dell’imbecille di turno che paga per scrivere... invece di essere pagato; i cosiddetti “tipografi” che si improvvisano editori e riversano generi di lavori improponibili che nessuno si sognerà mai di acquistare. Queste le ragioni che balzano immediatamente agli occhi. Sarebbe necessaria una più seria selezione di ciò che giunge in libreria e vi resta poi a prender polvere.
Altro deterrente all’entrata in libreria è il canale della grande distribuzione: accanto al fustino del detersivo si trova l’ultimo libro del tal dei tali, un mattone gigantesco di quasi mille pagine a un prezzo irrisorio! La grande distribuzione acquista libri dall’editore che ha l’acqua alla gola, con sconti pazzeschi che sfiorano il 70% dal prezzo di copertina. Così il cliente del supermercato si porta a casa un qualcosa che forse non leggerà mai ma che farà bella mostra nella biblioteca di casa per agli amici in visita. Se gli chiederanno un giudizio sul romanzo si trincererà dietro un bel: “Non l’ho letto tutto, mi ha stufato”.
Un consiglio: se desiderate leggere un buon libro per davvero, andate in una delle ormai rare librerie, soffermatevi a leggere qualche pagina di un volume e poi, magari dopo il consiglio di un saggio libraio, portatevelo a casa.
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È presente 1 commento
E' vero, in ogni trasmissione televisiva c'è il cantante o il calciatore di turno che presenta il suo libro, a volte, scritto a quattro mani, e, non posso giudicare il contenuto perchè non sono invogliata a leggerlo; tutti scrivono di tutto e , se gli italiani sono così poco avvezzi alla lettura , i libri di cui sopra,una volta fatto il giro di parenti e amici, vanno a riempire scaffali dove invecchieranno e domani chissà!! Oggi più di sempre anche l'insegnante impegnata nel far amare la lettura non ha probabilità di successo , la tv, internet e i telefonini coi quali si comunica a monosillabi per fare in fretta (vorrei sapere per arrivare dove)sono la libreria della maggior parte dei giovani. E' confortevole vedere,per contro, la trasmissione della domenica pomeriggio su rai3, giovani appassionati di libri che gareggiano per conquistare il maggior numero di volumi, dimostrando di conoscere il contenuto di libri di grande spessore letterario.
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