Al Forum Internazionale di Greenaccord Felix Finkbeiner, il ragazzo che ha piantato un milione di alberi in tutto il mondo
Cuneo - “A tutti piace parlare della crisi climatica. Ma il parlarne solamente non può arrestare lo scioglimento dei ghiacciai, o la scomparsa della foresta pluviale. E ogni qualvolta gli adulti semplicemente ne parlano e non agiscono, spetta ai ragazzi prendere in mano la questione.” Questo il messaggio che Felix Finkbeiner ha lanciato stamani agli oltre 400 studenti cuneesi intervenuti al Cinema Monviso e al Centro Incontri della Provincia di Cuneo, in occasione del IX Forum Internazionale dell’Informazione per la Salvaguardia della Natura.
Felix Finkbeiner aveva 9 anni quando, dopo una lezione sulla fotosintesi clorofilliana, decise di piantare un primo alberello, nella propria scuola. Da quella prima “esperienza”, ha promesso di piantare un milione di alberi in Germania. Promessa mantenuta.
Oggi Felix presiede un’associazione, “Plant for planet”, con rappresentanze in 70 nazioni, che coinvolge 132 ragazzi, 23 dei quali sono “dipendenti” dell’organizzazione. Dei veri e propri ambasciatori di questo movimento che ha come obiettivo principale l'eliminazione delle emissioni di anidride carbonica e della povertà. Bandite le emissioni di carbonio a livello globale, chiunque sia responsabile del superamento della cifra di una tonnellata e mezzo di CO2 dovrà pagare per l'eccesso. Infine, la riforestazione. L'obiettivo è quello di riuscire a piantare 500 miliardi di alberi, per arrivare a un trilione in dieci anni. Ispirato dal lavoro di Wangari Maathai, attivista keniota e Premio Nobel per la Pace, scomparsa qualche settimana fa, Felix ha creato una rete internazionale di “Accademie” dove ai ragazzi viene insegnato come entrare in azione nei loro paesi, cominciando dalla scuola, per cambiare il mondo. “All’inizio – ricorda – volevamo salvare gli orsi polari. Ora abbiamo capito che dobbiamo salvare il nostro futuro".
Felix ha alle spalle una famiglia forte che crede nell’ambiente. Che gli ha saputo trasmettere la capacità di sognare, trascinare, coinvolgere. Ed ha il talento di essere convincente, e contagioso.
"Abbiamo capito che negli adulti c’è un errore di percezione. Voi fate del futuro una questione accademica, ma per noi bambini è una questione di sopravvivenza. Gli adulti a volte sono come scimmie, che preferiscono scegliere una banana oggi piuttosto di averne un casco intero domani".
Tema ripreso subito dopo da Paola Cunsolo, responsabile marketing di National Geographic Television International per l'Italia, nel presentare i documentari realizzati dalla rete televisiva in occasione dell'anno internazionale delle foreste. Per avere un grammo d'oro oggi, i minatori dell'Amazzonia deforestano vaste aree, intaccando la biodiversità che dovrebbe garantire il loro stesso futuro, e quello delle generazioni a venire. Paola Cunsolo ha anche portato l’esperienza dei “piccoli gesti” che permettono ad una grande azienda di lavorare nel rispetto del pianeta. Tra le proposte implementate, il "venerdì verde", momento in cui tutti i dipendenti lavorano da casa, risparmiando energia per illuminazione e climatizzazione degli uffici - spazi che comunque, almeno a National Geographic Nord America, sono alimentati interamente da energia rinnovabile.
Cuneo - “A tutti piace parlare della crisi climatica. Ma il parlarne solamente non può arrestare lo scioglimento dei ghiacciai, o la scomparsa della foresta pluviale. E ogni qualvolta gli adulti semplicemente ne parlano e non agiscono, spetta ai ragazzi prendere in mano la questione.” Questo il messaggio che Felix Finkbeiner ha lanciato stamani agli oltre 400 studenti cuneesi intervenuti al Cinema Monviso e al Centro Incontri della Provincia di Cuneo, in occasione del IX Forum Internazionale dell’Informazione per la Salvaguardia della Natura. Felix Finkbeiner aveva 9 anni quando, dopo una lezione sulla fotosintesi clorofilliana, decise di piantare un primo alberello, nella propria scuola. Da quella prima “esperienza”, ha promesso di piantare un milione di alberi in Germania. Promessa mantenuta.
Oggi Felix presiede un’associazione, “Plant for planet”, con rappresentanze in 70 nazioni, che coinvolge 132 ragazzi, 23 dei quali sono “dipendenti” dell’organizzazione. Dei veri e propri ambasciatori di questo movimento che ha come obiettivo principale l'eliminazione delle emissioni di anidride carbonica e della povertà. Bandite le emissioni di carbonio a livello globale, chiunque sia responsabile del superamento della cifra di una tonnellata e mezzo di CO2 dovrà pagare per l'eccesso. Infine, la riforestazione. L'obiettivo è quello di riuscire a piantare 500 miliardi di alberi, per arrivare a un trilione in dieci anni. Ispirato dal lavoro di Wangari Maathai, attivista keniota e Premio Nobel per la Pace, scomparsa qualche settimana fa, Felix ha creato una rete internazionale di “Accademie” dove ai ragazzi viene insegnato come entrare in azione nei loro paesi, cominciando dalla scuola, per cambiare il mondo. “All’inizio – ricorda – volevamo salvare gli orsi polari. Ora abbiamo capito che dobbiamo salvare il nostro futuro".
Felix ha alle spalle una famiglia forte che crede nell’ambiente. Che gli ha saputo trasmettere la capacità di sognare, trascinare, coinvolgere. Ed ha il talento di essere convincente, e contagioso.
"Abbiamo capito che negli adulti c’è un errore di percezione. Voi fate del futuro una questione accademica, ma per noi bambini è una questione di sopravvivenza. Gli adulti a volte sono come scimmie, che preferiscono scegliere una banana oggi piuttosto di averne un casco intero domani".
Tema ripreso subito dopo da Paola Cunsolo, responsabile marketing di National Geographic Television International per l'Italia, nel presentare i documentari realizzati dalla rete televisiva in occasione dell'anno internazionale delle foreste. Per avere un grammo d'oro oggi, i minatori dell'Amazzonia deforestano vaste aree, intaccando la biodiversità che dovrebbe garantire il loro stesso futuro, e quello delle generazioni a venire. Paola Cunsolo ha anche portato l’esperienza dei “piccoli gesti” che permettono ad una grande azienda di lavorare nel rispetto del pianeta. Tra le proposte implementate, il "venerdì verde", momento in cui tutti i dipendenti lavorano da casa, risparmiando energia per illuminazione e climatizzazione degli uffici - spazi che comunque, almeno a National Geographic Nord America, sono alimentati interamente da energia rinnovabile.
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