martedì, ottobre 19, 2010
del nostro redattore Renato Zilio

Il vedere è un gesto particolare. Si sa, infatti, che il vedere a differenza del sentire - che è sempre sinfonico e ingloba tutto ciò che ci circonda - è un’azione privilegiante. Lo sguardo, infatti, si posa direttamente su un oggetto o una persona, perché è ció che si intende guardare, contemplare o analizzare. A differenza dell’udito, lo sguardo sceglie e privilegia. Si sa pure che lo sguardo è la porta del cuore. Per questo si dice proverbialmente: “Occhio non vede, cuore non duole”. Così, il senso forte dello sguardo e della sua relazione diretta con l’interiorità di un essere umano è suggerito dal titolo di un bel libro: “Hanno visto Gesù. 50 personaggi del Vangelo.” Il testo è di un autore francese, grande conoscitore dell’esegesi, e fa parte di una collana per giovani, interessando però tutti.  

Una dopo l’altra vi si presenta, allora, una serie di persone - testimoni-chiave che hanno visto - e si sono trasformati in seguito all’incontro con il profeta di Nazareth. Da persone sono diventate dei veri personaggi. Uomini o donne indimenticabili. “Li lascio parlare perchè mi raccontino - confessa l’Autore nell’introduzione - quello che ricordano dell’incontro con Gesù. O immagino che vengano intervistati da qualcuno... O ancora ascolto qualcuno che li conosca, che mi parli di loro e mi racconti la loro esperienza.”
Cosí, Zaccheo, Lazzaro, Barabba, la Maddalena e molti altri che hanno visto raccontano in prima persona l’esperienza che ha trasformato la loro vita. Semplicità di tratto, attenzione al dettaglio, parole dirette danno a queste situazioni vissute allo stesso tempo con lo sguardo e il cuore - pur ben conosciute - una freschezza che sorprenderà qualsiasi lettore.
Alla fine, un brevissimo, sintetico commento vi porterà direttamente al cuore della vostra stessa vita. Dal fluido corso del raccontare si passerà impercettibilmente all’interpellare, all’interrogarsi. Al senso di un incontro. Così, paradossalmente, un avvenimento vissuto duemila anni fa prenderà carne nel vostro stesso vissuto. Straordinario passaggio di qualità. Il vangelo che parla a noi diventa misteriosamente vangelo che parla di noi. Ad incontrare inoltre i vari personaggi vi aiuteranno dei sobri disegni: essi presentano il medesimo, pregevole taglio della scrittura in termini di semplicità, carattere naïf e essenziale densità.
Infine, non è possibile non evocare un’immagine evangelica. Leggere questi testi vi darà la leggera sensazione di prendere un bicchiere d’acqua cristallina, quando d’estate vi si presenta la sete. Sì, questi testi vi disseteranno l’anima. Ma, in fondo, sarà l’Autore stesso a definire il senso più grande di questa raccolta di ritratti disseminati nel Vangelo e trasfigurati da una Buona Novella. Ogni incontro sarà come “un invito a riscoprire l’attualità sempre nuova di Gesù. Anche ognuno di noi può incontrarlo oggi o domani.”

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