giovedì, aprile 01, 2010
"Sei stato mitico, sei come un amico del cuore, il papa più speciale del mondo". Non si ferma da cinque anni, da quando cioé, il 2 aprile 2005, Wojtyla morì lasciando milioni di fedeli in lacrime, il flusso di confidenze, dichiarazioni d'amore o di semplice ringraziamento lasciati da migliaia di fedeli sulla tomba di Giovanni Paolo II.

di Michele Esposito

Ansa.it - Messaggi che ora sono stati raccolti in un libro di Elisabetta Lo Iacono, intitolato 'Caro signor papa'. E che testimoniano il desiderio, intatto, di persone di ogni età e origine, di parlare con il pontefice "come se fosse vivo". Una comunicazione epistolare ha caratterizzato quindi, negli ultimi cinque anni, il rapporto tra il popolo del 'santo subito' e Giovanni Paolo II. Che, agli occhi dei fedeli, si presenta come un interlocutore dalle "sembianze di uomo" a cui rivolgersi "in quello stile colloquiale che si adotta con le persone più vicine", si legge nel libro. E l'autrice evidenzia anche come i fedeli abbiano instaurato, nel corso degli anni, non una conversazione unidirezionale con il pontefice polacco, ma un vero e proprio dialogo, man mano più intenso, ora con il 'papa santo', ora con l'amico "a cui viene raccontato e confessato tutto ciò che non verrebbe detto ad alcuno".

In cinque anni il flusso di biglietti consegnati al sepolcro hanno cambiato forme e contenuti. Meno richieste di guarigioni, più confidenze, in particolare d'amore, per un pontefice che "é stato mitico", o addirittura "un idolo", come scrive una giovane pellegrina. Messaggi rivolti al papa secondo una cifra propria di sms telefonici e e-mail. Tanto che buona parte delle lettera a Giovanni Paolo II terminano con acronimi come T.v.b o con un 'I love you' collocato al termine del testo, a testimonianza di un linguaggio giovanile, svelto, a volte anche "spensierato". Non mancano, comunque, messaggi più 'classici', in cui il fedele si abbandona a volte a richieste disperate, sperando ora in una grazia del "papa miracoloso" o semplicemente desiderando che "il novello apostolo delle genti lo ascolti".

Messaggi, dettati ora da situazioni di sofferenza ora dall'avanzare di gravi malattie, scritti nella speranza che avvenga un nuovo 'miracolo a San Pietro', come quello che, secondo alcune testimonianze, lo scorso anno permise a un bambino polacco, immobilizzato sulla sedia a rotelle, di tornare a camminare. Ma anche in questi casi, quel che conta, per il fedele è la sostanza. Le parole sono scritte su uno scontrino fiscale, su una pagina dell'agenda, su un fazzoletto di carta, ma il mittente non sembra preoccuparsi più di tanto, sicuro che papa Woytjla, nonostante "la brutta scrittura e gli errori, non avrà problemi a leggerle".



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