Il presidente di RnS, Martinez: combattere la piaga degli abusi con un sussulto di amore e di Spirito Santo
Si susseguono gli attestati di solidarietà e sostegno al Papa dopo gli attacchi di alcuni media sullo scandalo degli abusi su minori da parte di sacerdoti.
Radio Vaticana - Da tutto il mondo, vescovi, movimenti ecclesiali e semplici fedeli si stringono attorno a Benedetto XVI in questo delicato momento. Alessandro Gisotti ha raccolto la testimonianza di Salvatore Martinez, presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito (RnS) ascolta:
R. – C’è bisogno di misericordia, nella verità. Certo, la verità – e mi pare che il Santo Padre abbia dato prova di come questa verità debba essere riconosciuta, debba essere assicurata … Io sento quindi la necessità di ribadire tutto l’affetto e la vicinanza al Santo Padre e ai pastori della Chiesa che sono così fortemente sfidati nell’esercizio della verità e della verità che si accompagni alla giustizia e alla misericordia. Non si può far passare la nozione per la quale se tutti sono peccatori, non c’è più il senso del peccato, non c’è più possibilità di vincere il male, che ci si rassegni all’idea che tutti gli uomini siano malvagi. E’ un rischio di deriva che vedo anche nell’accanimento di una certa stampa che sta eccessivamente calcando la mano e i toni, perché questo spirito aleggi sempre di più non soltanto nella storia, ma nelle coscienze degli uomini.
D. – L'allora cardinale Ratzinger, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, è stato il primo a varare una serie di norme per rispondere più efficacemente alla piaga della pedofilia nella Chiesa. Non è paradossale che proprio lui finisca oggi sul banco degli imputati?
R. – Certamente sì! Abbiamo spesso la memoria corta. Vorremmo con una dietrologia, che sa tanto di riduzionismo, dimenticare invece che la forza dei cristiani in ogni tempo è stato in realismo. Il realismo vuole che si denunci il male, come il cardinale Ratzinger è stato capace di fare, ma che si indichino anche delle vie per il bene, delle vie di redenzione, delle vie di salvezza. Se questo non avviene, è profondamente disumano, antiumano qualunque caduta, qualunque errore nel quale ogni uomo – e non soltanto chi ha una fede, ma ogni uomo – potrebbe precipitare!
D. – In questo tempo forte che ci avvicina alla Pasqua il Papa, anche nella Lettera ai fedeli irlandesi, ci invita ad un sussulto di speranza. Come i laici possono aiutare i sacerdoti, quei tantissimi sacerdoti che oggi soffrono anche il peso di colpe non loro?
R. – Proprio nel momento in cui il sacerdozio è così fortemente sfidato e – non si dimentichi! – proprio nell’Anno sacerdotale, c’è bisogno di un sussulto di amore, di affetto, di vicinanza spirituale. Credo che la soluzione sia da trovarsi proprio in questo bisogno di riarmare di Spirito Santo le coscienze degli uomini. Il disarmo morale ha bisogno di un riarmo spirituale. Se l’uomo è de-spiritualizzato, anche la società diventa de-moralizzata, le virtù appassiscono, prevalgono le cosiddette ‘virtù relativistiche’, tutti i paradigmi materialistici, si corre questo rischio: di un individualismo sfrenato al quale invece si risponde con quel ‘noi’, il pronome dello Spirito, in cui ci si aiuta e ci si sostiene, più facilmente si viene incontro alle difficoltà e alle sofferenze. “Sussulto di Spirito Santo” significa tutto questo: ritrovare in noi quell’eredità di bene, di misericordia che nei momenti difficili della Storia non solo ha fatto rialzare la testa verso Dio, ma ha soprattutto spalancato le braccia verso gli uomini.
Radio Vaticana - Da tutto il mondo, vescovi, movimenti ecclesiali e semplici fedeli si stringono attorno a Benedetto XVI in questo delicato momento. Alessandro Gisotti ha raccolto la testimonianza di Salvatore Martinez, presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito (RnS) ascolta:R. – C’è bisogno di misericordia, nella verità. Certo, la verità – e mi pare che il Santo Padre abbia dato prova di come questa verità debba essere riconosciuta, debba essere assicurata … Io sento quindi la necessità di ribadire tutto l’affetto e la vicinanza al Santo Padre e ai pastori della Chiesa che sono così fortemente sfidati nell’esercizio della verità e della verità che si accompagni alla giustizia e alla misericordia. Non si può far passare la nozione per la quale se tutti sono peccatori, non c’è più il senso del peccato, non c’è più possibilità di vincere il male, che ci si rassegni all’idea che tutti gli uomini siano malvagi. E’ un rischio di deriva che vedo anche nell’accanimento di una certa stampa che sta eccessivamente calcando la mano e i toni, perché questo spirito aleggi sempre di più non soltanto nella storia, ma nelle coscienze degli uomini.
D. – L'allora cardinale Ratzinger, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, è stato il primo a varare una serie di norme per rispondere più efficacemente alla piaga della pedofilia nella Chiesa. Non è paradossale che proprio lui finisca oggi sul banco degli imputati?
R. – Certamente sì! Abbiamo spesso la memoria corta. Vorremmo con una dietrologia, che sa tanto di riduzionismo, dimenticare invece che la forza dei cristiani in ogni tempo è stato in realismo. Il realismo vuole che si denunci il male, come il cardinale Ratzinger è stato capace di fare, ma che si indichino anche delle vie per il bene, delle vie di redenzione, delle vie di salvezza. Se questo non avviene, è profondamente disumano, antiumano qualunque caduta, qualunque errore nel quale ogni uomo – e non soltanto chi ha una fede, ma ogni uomo – potrebbe precipitare!
D. – In questo tempo forte che ci avvicina alla Pasqua il Papa, anche nella Lettera ai fedeli irlandesi, ci invita ad un sussulto di speranza. Come i laici possono aiutare i sacerdoti, quei tantissimi sacerdoti che oggi soffrono anche il peso di colpe non loro?
R. – Proprio nel momento in cui il sacerdozio è così fortemente sfidato e – non si dimentichi! – proprio nell’Anno sacerdotale, c’è bisogno di un sussulto di amore, di affetto, di vicinanza spirituale. Credo che la soluzione sia da trovarsi proprio in questo bisogno di riarmare di Spirito Santo le coscienze degli uomini. Il disarmo morale ha bisogno di un riarmo spirituale. Se l’uomo è de-spiritualizzato, anche la società diventa de-moralizzata, le virtù appassiscono, prevalgono le cosiddette ‘virtù relativistiche’, tutti i paradigmi materialistici, si corre questo rischio: di un individualismo sfrenato al quale invece si risponde con quel ‘noi’, il pronome dello Spirito, in cui ci si aiuta e ci si sostiene, più facilmente si viene incontro alle difficoltà e alle sofferenze. “Sussulto di Spirito Santo” significa tutto questo: ritrovare in noi quell’eredità di bene, di misericordia che nei momenti difficili della Storia non solo ha fatto rialzare la testa verso Dio, ma ha soprattutto spalancato le braccia verso gli uomini.
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