A carico del 56enne scienziato anche le accuse di appropriazione indebita e violazione delle leggi sulla bioetica. Aveva falsificato le ricerche sulle cellule staminali, affermando di aver clonato cellule sane da malati. Il pm ha chiesto quattro anni di carcere; la pena attesa nelle prossime ore.
Seoul (AsiaNews/Agenzie) – Un tribunale di Seoul ha condannato per frode il controverso scienziato sud-coreano Hwang Woo-suk, famoso per gli esperimenti sulle cellule staminali e la clonazione umana. Sul suo capo le accuse di frode, appropriazione indebita e violazione delle leggi sulla bioetica. Egli era celebrato e riverito come un eroe nazionale, per aver condotto la Corea del Sud in prima linea nella ricerca scientifica; le rivelazioni sulla falsificazione dei suoi esperimenti hanno scioccato tutto il Paese. Nel 2005 Hwang Woo-suk (nella foto) è caduto in disgrazia dopo che la comunità scientifica internazionale e l’Università della capitale hanno smascherato i risultati delle sue ricerche sulle cellule staminali, contraffatti in laboratorio per dare l’impressione di essere riuscito a clonare cellule sane da malati affetti da patologie al momento incurabili. I risultati delle sue ricerche erano stati pubblicati in due numeri della rivista scientifica statunitense Science. Il ricercatore affermava di aver creato linee di cellule staminali con la clonazione di embrioni umani.
Nel 2006 la Corea del Sud ha bloccato le sue ricerche cellulari e l’anno successivo ha avviato un procedimento giudiziario a suo carico. Nel 2008, il 56enne veterinario aveva chiesto il permesso di riprendere la ricerca sulle cellule staminali umane; la richiesta è stata respinta dal governo sud-coreano. Egli sosteneva che l’uso delle cellule staminali avrebbe conseguenze positive nel trattamento di malattie quali infarti, Alzheimer e Parkinson.
Hwang Woo-suk è “colpevole” perché ha “falsificato” gli esperimenti, ha sentenziato il tribunale di Seoul al termine di un processo durato tre anni che ha sviscerato ogni dettaglio del lavoro dello scienziato. I giudici hanno anche stabilito che il “pioniere della clonazione umana” ha utilizzato per “scopi personali” il denaro ricevuto per finanziare i suoi progetti di ricerca. Il pubblico ministero ha chiesto quattro anni di carcere; la pena è attesa nelle prossime ore.
Seoul (AsiaNews/Agenzie) – Un tribunale di Seoul ha condannato per frode il controverso scienziato sud-coreano Hwang Woo-suk, famoso per gli esperimenti sulle cellule staminali e la clonazione umana. Sul suo capo le accuse di frode, appropriazione indebita e violazione delle leggi sulla bioetica. Egli era celebrato e riverito come un eroe nazionale, per aver condotto la Corea del Sud in prima linea nella ricerca scientifica; le rivelazioni sulla falsificazione dei suoi esperimenti hanno scioccato tutto il Paese. Nel 2005 Hwang Woo-suk (nella foto) è caduto in disgrazia dopo che la comunità scientifica internazionale e l’Università della capitale hanno smascherato i risultati delle sue ricerche sulle cellule staminali, contraffatti in laboratorio per dare l’impressione di essere riuscito a clonare cellule sane da malati affetti da patologie al momento incurabili. I risultati delle sue ricerche erano stati pubblicati in due numeri della rivista scientifica statunitense Science. Il ricercatore affermava di aver creato linee di cellule staminali con la clonazione di embrioni umani.Nel 2006 la Corea del Sud ha bloccato le sue ricerche cellulari e l’anno successivo ha avviato un procedimento giudiziario a suo carico. Nel 2008, il 56enne veterinario aveva chiesto il permesso di riprendere la ricerca sulle cellule staminali umane; la richiesta è stata respinta dal governo sud-coreano. Egli sosteneva che l’uso delle cellule staminali avrebbe conseguenze positive nel trattamento di malattie quali infarti, Alzheimer e Parkinson.
Hwang Woo-suk è “colpevole” perché ha “falsificato” gli esperimenti, ha sentenziato il tribunale di Seoul al termine di un processo durato tre anni che ha sviscerato ogni dettaglio del lavoro dello scienziato. I giudici hanno anche stabilito che il “pioniere della clonazione umana” ha utilizzato per “scopi personali” il denaro ricevuto per finanziare i suoi progetti di ricerca. Il pubblico ministero ha chiesto quattro anni di carcere; la pena è attesa nelle prossime ore.
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