sabato, agosto 22, 2009
Ha preso il via mercoledì nel convento dei Frati Cappuccini di Imola il campo di lavoro e animazione missionaria «Diamo asilo alla speranza».

Avvenire - «Gli spazi dei cortili interni e le sale del nostro convento di via Villa Clelia - spiega il responsabile, padre Ivano Puccetti, segretario dell'Animazione missionaria Cappuccini dell'Emilia Romagna - ospitano gli oggetti del mercatino dell'usato. Anche quest'anno numerosi volontari arrivano da lontano e affiancano quelli locali impegnati nella raccolta durante l'anno. Abbiamo presenze dalla Polonia, dalla Turchia e addirittura dall'Azerbaigian». Il campo è un'occasione per lavorare insieme per ragazzi e adulti, con lo scopo di raccogliere fondi per l'Africa.
Quest'anno, in particolare, si lavorerà per realizzare un asilo a Tarcia, un villaggio del Dawro Konta, in Etiopia, una regione in cui i Cappuccini dell'Emilia Romagna hanno una significativa presenza. Al campo missionario del 2008 parteciparono 240 volontari, fra cui Sergio Cambiuzzi, per anni punto di riferimento del mercatino, scomparso di recente.

«La sua assenza - spiega Saverio Orselli, responsabile della formazione - si farà sentire, anche se sono tanti i volontari cresciuti in questi anni alla sua preziosa scuola». «La partecipazione - prosegue Orselli - è aperta a tutti, giovani e anziani, credenti e non credenti e da tutte le nazioni, e crea un bellissimo clima di solidarietà e dialogo».

«Tutti - precisa padre Puccetti - vengono a Imola spinti dalla voglia di lavorare insieme per una causa importante: offrire un po' di tempo per aiutare chi ha bisogno, specialmente nelle missioni, senza aspettare che lo facciano prima altri». Fra le tante realizzazioni in Africa dei 37 campi precedenti (il primo risale al 1972), figurano dispensari, decine di scuole, chilometri di strade, pozzi e acquedotti. Il mercatino dell'usato è aperto da mercoledì a giovedì 3 settembre, da lunedì a sabato (15-18,30) e il sabato anche la mattina dalle 10 alle 12.

«Speriamo - conclude Puccetti - di rispettare la tradizione anche quest'anno, nonostante la crisi. Da noi è arrivata da poco, mentre dall'Africa non se n'è mai andata».

di Quinto Cappelli


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