venerdì, aprile 17, 2009
Radio Vaticana - Dopo quasi tre anni di prigione, James Masih e Buta Masih torneranno in libertà. L’alta Corte di Lahore, in Pakistan, li ha infatti assolti dall’accusa di blasfemia. Si tratta di “una conquista enorme” ha detto ad Asianews il loro legale. I due erano stati denunciati da un vicino di casa che li aveva visti bruciare in strada una copia del Corano ma è diversa la ricostruzione della vicenda da parte del parroco della zona padre Yaqub Rosaf. Il religioso ritiene che all’origine di tutto ci sia l’ignoranza e la povertà dei due cristiani. La figlia di uno di loro lavorava come domestica per un musulmano ed era solita portare a casa oggetti scartati dal padrone che poi venivano in parte rivenduti al mercato locale, un’altra conservata in famiglia e il resto bruciato in strada. L’uomo, analfabeta, non si sarebbe accorto che fra gli oggetti che stava bruciando vi era anche una copia del Corano. In seguito al loro arresto, James e Buta Masih hanno subito una condanna a dieci anni di galera e al pagamento di 25mila rupie ciascuno. Padre Rosaf, ringraziando il Signore per aver aiutato i due innocenti, chiede che sia cancellata la legge sulla blasfemia che crea “odio e pregiudizio” tra fedeli di religioni diverse. Secondo la Commissione nazionale di giustizia e pace, dal 1986 ad oggi almeno 892 persone sono state accusate di blasfemia e circa 25 persone sono state uccise da estremisti anche prima della sentenza. (B.C.)


Sono presenti 0 commenti

Inserisci un commento

Gentile lettore, i commenti contententi un linguaggio scorretto e offensivo verranno rimossi.



___________________________________________________________________________________________
Testata giornalistica iscritta al n. 5/11 del Registro della Stampa del Tribunale di Pisa
Proprietario ed Editore: Fabio Gioffrè
Sede della Direzione: via Socci 15, Pisa