Chi presenta petizioni contro le autorità spesso è arrestato e detenuto in camere di albergo, con la complicità dei proprietari, in attesa del rimpatrio. Ma attivisti per i diritti denunciano le detenzioni illegali e vanno a liberare i prigionieri.
Pechino,Cina (AsiaNews) – Detenuti “di nascosto” in prigioni “invisibili”. Succede a molti che vengono a Pechino per presentare petizioni al governo, diritto riconosciuto a tutti i cinesi, ma contrastato con forza dalle autorità. Ora gruppi per la tutela dei diritti denunciano gli alberghi con funzioni di carcere. Xu Zhiyong, docente di diritto presso l’Università di Pechino per Poste e telecomunicazioni, spiega che ha ricevuto una richiesta di aiuto da persone tenute sottochiave in camere dello Youth Hotel in via Taiping, vicino al Parco Taoranting. Con altri ha raggiunto l’albergo, dove hanno trovato reclusi una trentina di autori di petizioni, specie dell’Henan.
Wang Jinlan di Pingdingshan racconta al South China Morning Post che l’hanno tenuta prigioniera per due giorni, prima che il 22 settembre arrivassero gli attivisti a liberarla. Lo Youth Hotel è uno dei 4 alberghi che, secondo fonti locali, ha fama di essere utilizzato per rinchiudere chi vuole protestare, in attesa di rimpatriarlo. Gli attivisti dicono che gli albergatori ricevono 150 yuan al giorno (circa 15 euro) per ogni “recluso”, più della retta ordinaria di 120 yuan.
E’ tipico del sistema cinese che cittadini insoddisfatti vengano a Pechino per presentare “petizioni”, vere doglianze e atti di accusa contro malefatte delle autorità locali. Ma i leader di provincia vogliono evitare che Pechino sia informata. Così, con l’aiuto della polizia o di picchiatori, intercettano chi va nella capitale a protestare, lo fanno anche percuotere e arrestare. Ha destato clamore il caso della donna di 54 anni di Nanchang (Jiangxi) arrestata a Pechino il 14 luglio per avere presentato una petizione, che il giorno dopo, mentre era portata al treno per essere rimpatriata, si è uccisa – dice il rapporto della polizia – gettandosi da un ponte vicino alla stazione ferroviaria. A Pechino, durante le Olimpiadi, migliaia di presentatori di petizioni sono finiti in carcere, mentre molti altri sono stati subito rimpatriati.
Prima, queste persone erano tenute in appositi “centri di custodia”, in attesa del rimpatrio. Ma nel marzo 2003 il giovane grafico Sun Zhigang in un simile centro, a Guangzhou, è stato picchiato a morte dai custodi. Ne è scoppiata una protesta popolare che ha causato l’abolizione di questi centri. Ora sono rimpiazzati da queste prigioni invisibili, “ancora peggiori perché – dice Xu – è una detenzione illegale”, non prevista dalla legge e attuata contro chi esercita il diritto di fare petizioni. Albergatori e picchiatori hanno percosso Xu più volte, quando è venuto a smascherarli. Ma non si arrende. Dice che “combatteremo questo tumore fino a farlo sparire”.
Pechino,Cina (AsiaNews) – Detenuti “di nascosto” in prigioni “invisibili”. Succede a molti che vengono a Pechino per presentare petizioni al governo, diritto riconosciuto a tutti i cinesi, ma contrastato con forza dalle autorità. Ora gruppi per la tutela dei diritti denunciano gli alberghi con funzioni di carcere. Xu Zhiyong, docente di diritto presso l’Università di Pechino per Poste e telecomunicazioni, spiega che ha ricevuto una richiesta di aiuto da persone tenute sottochiave in camere dello Youth Hotel in via Taiping, vicino al Parco Taoranting. Con altri ha raggiunto l’albergo, dove hanno trovato reclusi una trentina di autori di petizioni, specie dell’Henan.Wang Jinlan di Pingdingshan racconta al South China Morning Post che l’hanno tenuta prigioniera per due giorni, prima che il 22 settembre arrivassero gli attivisti a liberarla. Lo Youth Hotel è uno dei 4 alberghi che, secondo fonti locali, ha fama di essere utilizzato per rinchiudere chi vuole protestare, in attesa di rimpatriarlo. Gli attivisti dicono che gli albergatori ricevono 150 yuan al giorno (circa 15 euro) per ogni “recluso”, più della retta ordinaria di 120 yuan.
E’ tipico del sistema cinese che cittadini insoddisfatti vengano a Pechino per presentare “petizioni”, vere doglianze e atti di accusa contro malefatte delle autorità locali. Ma i leader di provincia vogliono evitare che Pechino sia informata. Così, con l’aiuto della polizia o di picchiatori, intercettano chi va nella capitale a protestare, lo fanno anche percuotere e arrestare. Ha destato clamore il caso della donna di 54 anni di Nanchang (Jiangxi) arrestata a Pechino il 14 luglio per avere presentato una petizione, che il giorno dopo, mentre era portata al treno per essere rimpatriata, si è uccisa – dice il rapporto della polizia – gettandosi da un ponte vicino alla stazione ferroviaria. A Pechino, durante le Olimpiadi, migliaia di presentatori di petizioni sono finiti in carcere, mentre molti altri sono stati subito rimpatriati.
Prima, queste persone erano tenute in appositi “centri di custodia”, in attesa del rimpatrio. Ma nel marzo 2003 il giovane grafico Sun Zhigang in un simile centro, a Guangzhou, è stato picchiato a morte dai custodi. Ne è scoppiata una protesta popolare che ha causato l’abolizione di questi centri. Ora sono rimpiazzati da queste prigioni invisibili, “ancora peggiori perché – dice Xu – è una detenzione illegale”, non prevista dalla legge e attuata contro chi esercita il diritto di fare petizioni. Albergatori e picchiatori hanno percosso Xu più volte, quando è venuto a smascherarli. Ma non si arrende. Dice che “combatteremo questo tumore fino a farlo sparire”.
| Tweet |
Nicolò Renna, chitarrista palermitano, sbanca il web con il suo singolo Breathing. Lo abbiamo incontrato a Palermo. L'intervista di Paolo A.Magrì
Domenico Fioravanti, la Leggenda di Sydney 2000. Una vita da rincorrere a bracciate.Il ranista, prima medaglia d’oro azzurra alle Olimpiadi di Sydney 2000, intervistato da Emanuela Biancardi.
"L'intelligenza umana è la nostra principale risorsa". Parla Ermete Realacci, tra attivismo e sfide economiche
mons. Luigi Negri, Arcivescovo di Ferrara, intervistato per LPL News 24 da Patrizio Ricci su politica europea ed immigrazione.
Max Cavallari della coppia 'I Fichi d'India', intervistato per LPL News 24 da Emanuela Biancardi.
Laura Efrikian, Attrice, scrittrice, promotrice di 'Laura For Afrika', intervistata per LPL News 24 da Emanuela Biancardi.
Patty Pravo festeggia cinquant’anni di successi intramotabili nel mondo della musica, tirando fuori ancora una volta pezzi da ‘90. Intervista di S. Santullo
Sergio Caputo celebra i trent’anni di “ Un Sabato Italiano”, con un nuovo omonimo album. Intervista a Sergio Caputo, di Simona Santullo
Sono presenti 0 commenti
Inserisci un commento
Gentile lettore, i commenti contententi un linguaggio scorretto e offensivo verranno rimossi.