martedì, marzo 29, 2022

Un singolare studio che potrebbe avere applicazioni anche nel campo dell’aviazione

GreenReport - Lo studio “Floor and ceiling mirror configurations to study altitude control in honeybees”(abstract qui), pubblicato recentemente su Biology Letters da un team interdisciplinare di ricercatori del
l’Institut des sciences du mouvement – Etienne-Jules Marey (CNRS/Aix-Marseille Université) e del Centre d’écologie fonctionnelle et évolutive (CNRS/Université de Montpellier), ha scoperto qualcosa di sorprendente: le api che si trovano a sorvolare uno specchio, perdono inesorabilmente quota fino a schiantarsi sullo specchio.
Ma cosa ha spinto i ricercatori francesi a immaginare un esperimento a dir poco originale? Lo spiegano all’ Aix-Marseille Université: «Proprio come un aviatore che vola a vista, le api usano la vista per regolare la loro altitudine. 

 Per questo sfruttano diverse variabili disponibili nel flusso ottico generato dal loro movimento nell’ambiente. Una di queste variabili – la velocità ottica al suolo – dipende dall’altitudine alla quale l’ape sta volando e viene utilizzata per controllarne l’altitudine. I ricercatori hanno quindi immaginato di manipolare questa velocità di scorrimento ottico del suolo annullandola per osservare se le api potessero volare in questa improbabile configurazione ambientale».

Una configurazione ottica che non è tuttavia così poco plausibile: 60 anni fa, Herbert Heran, un entomologo austriaco, e Martin Lindauer, uno scienziato comportamentale tedesco, addestrarono le api a sorvolare un lago. Lo studio che ne risultò – “Windkompensation und seitenwindkorrektur der bienen beim flug über wasser”, pubblicato su Zeitschrift für vergleichende Physiologie, evidenziava che «Quando le raffiche sulla superficie del lago o un ponte di assi fornivano un contrasto visivo, le api attraversavano il lago. Al contrario, quando la superficie del lago era liscia come uno specchio, le api volavano sempre più in basso fino a venire a contatto con la superficie dell’acqua».

Ora i ricercatori francesi del CNRS evidenziano che «Tutta l’originalità di questo lavoro sta nella progettazione di configurazioni ottiche controllate e manipolabili che si avvicinino il più possibile alle condizioni naturali di volo delle api, senza però aver bisogno di un lago o sacrificare le api per studiare il controllo dell’altitudine».

Il principale autore dello studio, Julien Serres del CNRS/Aix-Marseille Université conclude:
«E’ necessario essere certi prima di poter in dubbio la regolazione dell’altitudine delle api per poi offrire loro altre informazioni ottiche, poi bisogna studiare la loro combinazione per descrivere il controllo dell’altitudine. Questa esperienza inedita, condotta in maniera controllata, riecheggia così i numerosi incidenti di aviatori o piloti che incontrano difficoltà a percepire il suolo quando quest’ultimo non è più ruvido (deserto di dune, neve, lago, ecc.). Mira a capire meglio come combinare diverse informazioni per controllare visivamente l’altitudine al fine di sviluppare l’assistenza al pilotaggio o automatizzare il volo. Infine, questo studio conferma sorprendentemente anche che il modo migliore per sfuggire a uno sciame di api è sempre quello di tuffarsi in acqua, evitando però di fare troppe onde!»


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