Sono partite questa mattina per la frontiera tra Tunisia e Libia tre suore cattoliche che lavorano in collaborazione con un’associazione di laici protestanti per assistere i lavoratori in fuga dalla Libia.
Fides (Tunisi) - Lo riferisce all’Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Maroun Elias Lahham, Arcivescovo di Tunisi. “Le religiose sono partite questa mattina e torneranno martedì prossimo, 8 marzo, poi si vedrà se dovranno continuare il loro lavoro. Le tre religiose appartengono alla congregazione delle Piccole Sorelle di Gesù, delle suore di Nostra Signora di Sion e delle suore di San Giuseppe. Sono di nazionalità francese, spagnola e latinoamericana. Le religiose si prenderanno cura di donne e bambini – spiega a Fides Mons. Lahham -, integrando il lavoro del gruppo protestante che è composto soprattutto da uomini. Le suore portano anche una mia offerta in denaro per comprare latte per i bambini ed altri generi di prima necessità”.
Su come la Tunisia stia vivendo l’esodo in massa dei lavoratori stranieri (in gran parte egiziani) in fuga dalla Libia, Mons. Lahham risponde: “Sul piano dell’impatto sociale in Tunisia, il problema riguarda l’area della frontiera e l’isola di Djeraba, da dove partono i voli per riportare in patria le migliaia di lavoratori egiziani. Certamente è un peso economico per la Tunisia l’accoglienza di 100mila persone che si sono riversate all’improvviso alla frontiera. Come Chiesa cerchiamo di dare il nostro contributo, che è comunque una piccola goccia in un mare di necessità” conclude Mons. Lahham. (L.M.)
Fides (Tunisi) - Lo riferisce all’Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Maroun Elias Lahham, Arcivescovo di Tunisi. “Le religiose sono partite questa mattina e torneranno martedì prossimo, 8 marzo, poi si vedrà se dovranno continuare il loro lavoro. Le tre religiose appartengono alla congregazione delle Piccole Sorelle di Gesù, delle suore di Nostra Signora di Sion e delle suore di San Giuseppe. Sono di nazionalità francese, spagnola e latinoamericana. Le religiose si prenderanno cura di donne e bambini – spiega a Fides Mons. Lahham -, integrando il lavoro del gruppo protestante che è composto soprattutto da uomini. Le suore portano anche una mia offerta in denaro per comprare latte per i bambini ed altri generi di prima necessità”.Su come la Tunisia stia vivendo l’esodo in massa dei lavoratori stranieri (in gran parte egiziani) in fuga dalla Libia, Mons. Lahham risponde: “Sul piano dell’impatto sociale in Tunisia, il problema riguarda l’area della frontiera e l’isola di Djeraba, da dove partono i voli per riportare in patria le migliaia di lavoratori egiziani. Certamente è un peso economico per la Tunisia l’accoglienza di 100mila persone che si sono riversate all’improvviso alla frontiera. Come Chiesa cerchiamo di dare il nostro contributo, che è comunque una piccola goccia in un mare di necessità” conclude Mons. Lahham. (L.M.)
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