venerdì, marzo 04, 2011
Le violenze della rivolta in Libia sono ogni giorno più devastanti: per salvaguardare la vita ed i bisogni primari di donne e bambini, l’Unicef ha lanciato un appello per una raccolta fondi di 7,2 milioni di dollari in grado di far fronte alla crisi imminente del territorio libico.

della nostra collaboratrice Beatrice Niciarelli

Il 2 marzo scorso, l’Unicef ha fatto appello alle coscienze umanitarie di tutto il mondo per aiutare le popolazioni del nord Africa, colpite da violenti rivolte e da una crisi socio-economica senza precedenti. In questo ultimo mese infatti si sono susseguite rivolte in Tunisia, Egitto e Libia, con scontri violenti e mortali che hanno ridotto i territori africani in grave stato di bisogno; c’è mancanza innanzitutto di acqua e di cibo, e per questo gli uffici regionali nordafricani dell’Unicef hanno già impegnato apposite squadre per consegnare i beni primari alle popolazioni ed assicurare cure sanitarie basilari ai feriti. Per l’Unicef rimane il bisogno assoluto di proteggere ed aiutare donne e bambini, vittime inconsapevoli della barbarie umana; questo primo appello è quindi rivolto specialmente alla salvaguardia dei più indifesi e servirà ad aiutare 190 mila tra donne e bambini, di cui 100 mila solo in Libia.

Insieme all’Unicef, è stata confermata la collaborazione delle Agenzie delle Nazioni Unite e dell’OIM (Organizzazione internazionale per le Migrazioni), che hanno provveduto ad affiancare gli uomini delle squadre Unicef nei territori attualmente più devastati; il loro scopo è quello di aiutare le popolazioni del nord Africa direttamente all’interno dei loro territori, creando basi solide che permettano ai vari Stati di ricostruire ciò che è andato perso e riformare la società.

In soli pochi giorni, già 100 mila persone sono scappate dalla Libia e hanno raggiunto la frontiera, per sfuggire alle violenze imposte e alla devastante crisi economica; si calcola che almeno 55 mila siano arrivati in Egitto, trovando altri territori devastati dalle violenze e dagli scontri. Il dato rilevante è che quasi tutti i profughi sono uomini, mentre donne e bambini sono lasciati senza protezione nelle città in rivolta, mentre le famiglie intere che provano ad uscire dalla Libia si trovano sotto il pericolo diretto del regime: è questo il motivo per cui l’Unicef ha bisogno di tutti noi e cerca appoggio nella nostra solidarietà.

Nell’appello è prevista una donazione di qualunque genere, che può essere effettuata tramite conto corrente o direttamente online e, se si conoscono le sedi, si può donare anche tramite le agenzie territoriali Unicef. Tutte le informazioni necessarie si trovano nel sito www.unicef.it che vi invito a visitare: i bambini hanno bisogno anche del tuo aiuto.

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