L'organizzazione mafiosa Yakuza ha inviato 70 camion contenenti beni di prima necessità, per un valore di 350 mila euro, alla devastata regione settentrionale.
PeaceReporter - La mafia giapponese, Yakuza, sta distribuendo tonnellate di aiuti alle vittime del terremoto e dello tsunami che lo scorso 11 marzo hanno colpito duramente il Paese: l'organizzazione ha inviato 70 camion carichi di acqua, generi alimentari, coperte e articoli da bagno destinati ai centri d'evacuazione della devastata regione settentrionale, per un valore complessivo di 350 mila euro. Il prolifico scrittore giapponese, Manabu Miyazaki, ritiene che tale gesto sia motivato dal desiderio di aiutare chi ha sofferto ed ha problemi; infatti, molti dei membri della Yakuza appartengono a minoranze discriminate e sanno cosa significa non ricevere alcun appoggio dal governo o dalla comunità.
Il giornalista Tomohiko Suzuki è di tutt'altro avviso: a suo parere la yakuza sta cercando di ottenere dei contatti per impiegare le proprie imprese edili nella massiccia ricostruzione che prenderà il via a breve; in fondo, "se si aiutano le persone, è difficile che la polizia possa dire qualcosa di brutto". Uno dei capi dell'organizzazione ha rigettato le accuse attraverso le pagine della rivista Weekly Taishuu: "Il governo ci sta mettendo troppo tempo ad intervenire, in questo momento il nostro unico interesse è aiutare la popolazione".
L'organizzazione mafiosa era già accorsa in aiuto della popolazione dalla regione di Kobe, colpita da un devastante terremoto nel 1995, quando le autorità locali non intervenirono prontamente in soccorso dei 300 mila sopravvissuti.
PeaceReporter - La mafia giapponese, Yakuza, sta distribuendo tonnellate di aiuti alle vittime del terremoto e dello tsunami che lo scorso 11 marzo hanno colpito duramente il Paese: l'organizzazione ha inviato 70 camion carichi di acqua, generi alimentari, coperte e articoli da bagno destinati ai centri d'evacuazione della devastata regione settentrionale, per un valore complessivo di 350 mila euro. Il prolifico scrittore giapponese, Manabu Miyazaki, ritiene che tale gesto sia motivato dal desiderio di aiutare chi ha sofferto ed ha problemi; infatti, molti dei membri della Yakuza appartengono a minoranze discriminate e sanno cosa significa non ricevere alcun appoggio dal governo o dalla comunità.Il giornalista Tomohiko Suzuki è di tutt'altro avviso: a suo parere la yakuza sta cercando di ottenere dei contatti per impiegare le proprie imprese edili nella massiccia ricostruzione che prenderà il via a breve; in fondo, "se si aiutano le persone, è difficile che la polizia possa dire qualcosa di brutto". Uno dei capi dell'organizzazione ha rigettato le accuse attraverso le pagine della rivista Weekly Taishuu: "Il governo ci sta mettendo troppo tempo ad intervenire, in questo momento il nostro unico interesse è aiutare la popolazione".
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